CULTURA: Come nascono le animazioni di Pixar.

Ecco un’intervista molto interessante fatta a James Ford Murphy, membro dello staff della nota casa di produzione americana di film d’animazione. James è venuto a Roma per parlare del cortometraggio “For the birds” e in questo scambio di parole ha messo in luce chiaramente come nascono e si sviluppano le porno italiano.

In cosa consiste il tuo lavoro alla Pixar come supervisore alle animazioni?

JFM: Faccio da tramite tra la visione del regista e gli animatori, cercando di comprendere la visione del primo e di tradurla al gruppo di animatori che coordino. Normalmente facciamo una riunione ogni mattina per visionare il lavoro giornaliero, una cosa estremamente importante in un film d’animazione dove bisogna preservare la coerenza in scene che sono realizzate da gruppi di tecnici che lavorano nel porno amatoriale.

Nonostante la durata limitata, “For the birds” presenta un accurato studio dei personaggi. Come siete giunti al risultato?

JFM: Abbiamo dedicato molti dei nostri sforzi per dare a ciascun uccello una sua distinta personalità. Per ottenere questo risultato abbiamo consultato una vasta library di fonti, per sapere esattamente come, ad esempio, gli uccelli si comportano quando si lisciano le piume o come si muovono quando si grattano. Abbiamo costruito quattro tipi diversi per i 4 uccelli principali, il bullo, il tranquillo, lo snob e il nevrotico, e li abbiamo fatti comportare di porno xxx. Se li osservate uno alla volta ve ne rendete conto.

Hai curato in particolare la scena di apertura di “For the birds”. Come hai proceduto nel lavoro?

JFM: Per prima cosa ho analizzato la scena ascoltando con attenzione la colonna sonora, perché ogni movimento degli uccelli fosse sincronizzato al suono. Questo mi è stato utile per costruire modelli e ritmi attorno a cui si sviluppa il movimento dei personaggi. La prima domanda che mi sono posto è perché tutti quegli uccelli si vanno a posare sullo stesso filo quando ci sono chilometri e chilometri di fili liberi dove potrebbero andare a posarsi senza darsi fastidio. Allora ho pensato che si trattasse di una famiglia di uccelli. Anzi gli uccelli del corto sono tra loro fratelli. Appena uno di loro si posa sul cavo gli altri pensano che quello ha qualcosa di speciale che loro non hanno e allora lo seguono, come succede ai figli quando sono seduti sui sedili posteriori di una macchina in un lungo viaggio. Questo comportamento si ripete tutti i giorni finché accade qualcosa di inatteso. Ho pensato di semplificare la complessità dell’azione utilizzando Bully, il fratello maggiore,come protagonista. In alcuni casi è lo stesso Bully ad invitare lo spettatore a spostare lo sguardo su un’azione che si svolge a pochi metri di porno.

In un film di animazione qual è l’importanza della voce dell’attore nella definizione dei personaggi?

JFM: Diciamo che prima di tutto è importante partire dalla storia, dal soggetto, per riuscire a capire bene quanti sono i personaggi, chi sono, come si comportano. Questo passo è fondamentale per arrivare a capire come i personaggi devono muoversi. Bisogna poi trovare la voce giusta che dà vita al personaggio. Nei film di animazione la scelta della voce si fa sempre prima di avviare ogni altro lavoro. Per Hopper in “A bug’s life”, abbiamo avuto molte difficoltà a trovare l’attore giusto, ne abbiamo provato vari da Al Pacino a De Niro compreso Alec Baldwin per arrivare infine a Kevin Spacey. Durante le prove è interessante vedere come il personaggio cambi a seconda della voce che ha. Può anche capitare che un personaggio nella sceneggiatura abbia un’importanza minore, sia secondario, e invece poi, una volta trovata la voce giusta, si sviluppi e diventi di primo piano. Ci è successo per esempio in “Toy Story 2” con il personaggio di Jessie, che era veramente nulla all’inizio e poi quando Joan Cusack le ha dato la sua voce il personaggio è esploso, è balzato in primo piano, ha assunto una ricchezza imprevedibile di porno gratis.

Che possibilità ha un animatore della Pixar di avere un ruolo attivo nella creazione di un personaggio?

JFM: Direi molte. Normalmente ci vengono date delle indicazioni generali da parte del regista sui personaggi o sulle azioni (raramente sono dettagliate, come è capitato con il personaggio di Buzz in “Toy Story”), ma in linea generale gli animatori hanno una libertà di decisione piuttosto ampia all’interno della scena sulla quale lavorano.

La computer animation sta assumendo uno spazio e una importanza sempre maggiore. Potrebbe arrivare a sostituire del tutto il modo tradizionale di fare film d’animazione?

JFM: Spero proprio di no. Non mi piacerebbe per niente se le tecnologie rimpiazzassero qualsiasi altra forma di lavoro. Ci sono cose che si possono fare con l’animazione tradizionale e che la computer graphics non è in grado di simulare, così come ci sono cose che possono essere fatte in stop motion e che non hanno una resa paragonabile con l’animazione digitale. Quindi penso che si tratti solo di un ciclo, di una moda: questo è un momento di crescita e di grande sviluppo della tecnologia, che attira proprio perché rappresenta una novità agli occhi del pubblico. Tuttavia il giorno in cui cesserà di essere una novità verrà impiegata solo in funzione della storia e dei personaggi, non in modo fine a se stessa.

A Latina si gioca il futuro di Fli

banner-art-21di Umberto Croppi

Proviamo a capire perché quello delle prossime elezioni a Latina sta diventando un caso che agita tanto il Fli laziale (e non solo). Probabilmente perché è il paradigma della questione di fondo, ancora non del tutto chiarita, della ragione di esistere del partito di Fini.

Il primo terreno sperimentale su cui si misurò quello che sarebbe diventato il Fli, quando ancora Fini era nel Pdl, fu quello della giunta siciliana dove siedono tutt’ora insieme gli uomini del Fli e quelli del Pd. Nessuno, né colombe di ogni sorta né futuri responsabili ne fecero motivo di scandalo. Perché, dunque, su un caso che rientra nella normale porno italiano libertà di fare alleanze che un partito nuovo dovrebbe avere, un partito che nel superamento ha la propria ragion d’essere, suscita tanti malumori?
Alla fine degli anni ’80, Adolfo Urso, compì un’interessante indagine dalla quale risultava che il Msi (sì proprio il vecchio Msi) era presente in varie forme, in decine di giunte di comuni italiani, spesso anche xvideos in giunte anomale insieme alla sinistra. Non si contano i casi in cui travasi di voti e alleanze eterogenee si compongono sul territorio nazionale. Eppure noi dovremmo privarci di quella capacità di coalizione che è uno degli elementi fondamentali di valutazione della consistenza di una forza politica.
Il fatto è che su questa vicenda si sta giocando una partita simbolica legata ad equilibri che si tenta di stabilire dentro il partito. E’ un’ambiguità che non possiamo permetterci, perché è proprio in questa fase che si gioca il ruolo futuro che potremo svolgere. E dobbiamo denunciare senza nessuna diplomazia quelli che su di essa stanno speculando.
Torno su un argomento che ho già, per altri versi, affrontato: non è una aspirazione, un punto di vista ma una semplice constatazione: il Fli non starà mai più alleato redtube di un partito guidato da Berlusconi e, gli episodi di questi giorni alla Camera lo dimostrano, nemmeno dai berluscones. E allora perché dovremmo limitare la nostra possibilità di presenza alle prossime amministrative agli accordi col Pdl? Voglio vedere se a Milano, nel caso di ballottaggio, la nostra lista finirà per apparentarsi con quella che si annuncia capeggiata dallo stesso presidente del consiglio. Che farà allora? Spero non sarebbe così suicida da ripiegare nella inutilità del non voto o della libertà di coscienza.
Senza poi contare che il cavaliere si accinge a cantare vittoria e consolidarsi in caso di un successo del centro-destra alle amministrative, e noi dovremmo aiutarlo nell’impresa?
Tutti i discorsi relativi al nostro presunto elettorato sono, poi, un puro imbroglio dialettico: il nostro elettorato è quello che ci sceglierà in base alle ragioni che metteremo in campo e non ad una “collocazione” che non si capisce cosa significhi. Del resto l’illusione di raccogliere i consensi che abbandonerebbero il Pdl al momento di un suo eventuale collasso è una pia illusione: coloro che sono rimasti con Berlusconi e La Russa vedono in Fini colui che infranto il loro sogno e che rende traballante la permanenza al governo dei loro leader, perché dovrebbe ricompensarci?
Questi ragionamenti sono svolti, nel migliore dei casi, in un’ottica di marketing elettorale: accreditarci come una forza sufficientemente rappresentativa da consentirci di sedere al tavolo di maggioranze di centro-destra. E per ottenere questo risultato c’era bisogno di tutto questo ambaradam? E qualcuno pensa davvero che potremmo andare a chiedere voti a tutti quegli elettori che ci guardano come unico segno di novità, solo per rioccupare le posizioni che già avevamo? Il Fli ha un’unica ragione di esistere, quella di costruire un orizzonte nuovo per la politica italiana, raccogliendo le istanze, che sono maggioritarie, di chi oggi non ha rappresentanza.
Quella di voler creare una destra e una sinistra moderne, educate e oneste, ma “ognuno a casa sua”, è una pura messiscena: la destra e la sinistra non esistono in astratto e nemmeno in natura, si definiscono soltanto per il loro incarnato storico. E la destra migliore che oggi si poteva dare la rappresenta oggi Berlusconi, la migliore delle sinistre l’hanno rappresentata Prodi, Veltroni, Bersani. Entrambe hanno fallito e c’hanno portato alla situazione in cui siamo. Ora bisogna fare un’altra cosa, una cosa che non ricordi nemmeno lontanamente quella destra e quella sinistra. In molti speriamo che quel qualcosa sia il partito laico e innovativo che Fini ha ci ha indicato, un partito dalle grandi ambizioni e non il fanalino di coda del Pdl, in qualsiasi delle sue versioni.
Per questo Latina, Pennacchi, la rottura con una destra impresentabile e affaristica rappresentano un banco di prova per la chiarezza delle scelte future del Fli. E non regge l’argomento di chi dice, andiamo da soli, marchiamo la nostra differenza, perché la politica non è un atto morale ma azione che determina effetti e per sconfiggere quella destra degli affari, nella città pontina come forse altrove, dobbiamo allearci con chi ci da garanzie di successo e prova di serietà, punto.

SE LA LIBIA DICHIARA GUERRA A SE STESSA E AI SUOI TESORI

«Come fornir una città di nuovi ornamenti è pensamento da uomini assennati e istruiti del viver civile, così distruggere gli ornamenti che vi sono è cosa da stolti che non si vergognano di lasciare al tempo avvenire un tal documento d’esser loro; e Roma fra tutte le città quante ve n’ha sotto il sole è riconosciuta la più grande e la più magnifica; ond’è che l’inveire contro di questa dovrà parere grande ingiuria agli uomini di ogni tempo, poiché così ai trapassati verrebbe a togliersi il ricordo della loro virtù, alle generazioni a venire lo spettacolo dell’opera loro. Stando così le cose, tu devi riflettere che uno dei due casi dovrà necessariamente avvenire: può darsi che tu in questa impresa sia vinto dall’imperatore. E può anche darsi che tu lo vinca. Nel caso tu sia il vincitore, se tu distruggi Roma, non la città di un altro avrai tu rovinato, ma la città tua; conservandola invece, sarai ricco del più bello fra tutti i possedimenti». Fine del Ramadan: Sallusti, Belpietro e la maledizione della Mezzaluna Ogni anno in Argentina viene celebrata la festa delle comunità. In questo modo il paese ricorda la sua storia, la polpa eterogenea della sua società, in parte nata sulle scalette di discesa dai barconi. È un momento di festa, pensato per ricordare che, al di là della provenienza, si è tutti argentini, figli naturali o acquisiti della stessa terra che non si è sottratta a donare ospitalità. E, in ogni occasione, i politici di turno presenziano, parlano, brindano con loro.

CULTURA

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«Come fornir una città di nuovi ornamenti è pensamento da uomini assennati e istruiti del viver civile, così distruggere gli ornamenti che vi sono è cosa da stolti che non si vergognano di lasciare al tempo avvenire un tal documento d’esser loro; e Roma fra tutte le città quante ve n’ha sotto il sole è riconosciuta la più grande e la più magnifica; ond’è che l’inveire contro di questa dovrà parere grande ingiuria agli uomini di ogni tempo, poiché così ai trapassati verrebbe a togliersi il ricordo della loro virtù, alle generazioni a venire lo spettacolo dell’opera loro. Stando così le cose, tu devi riflettere che uno dei due casi dovrà necessariamente avvenire: può darsi che tu in questa impresa sia vinto dall’imperatore. E può anche darsi che tu lo vinca. Nel caso tu sia il vincitore, se tu distruggi Roma, non la città di un altro avrai tu rovinato, ma la città tua; conservandola invece, sarai ricco del più bello fra tutti i possedimenti»

di Manlio Lilli

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«Come fornir una città di nuovi ornamenti è pensamento da uomini assennati e istruiti del viver civile, così distruggere gli ornamenti che vi sono è cosa da stolti che non si vergognano di lasciare al tempo avvenire un tal documento d’esser loro; e Roma fra tutte le città quante ve n’ha sotto il sole è riconosciuta la più grande e la più magnifica; ond’è che l’inveire contro di questa dovrà parere grande ingiuria agli uomini di ogni tempo, poiché così ai trapassati verrebbe a togliersi il ricordo della loro virtù, alle generazioni a venire lo spettacolo dell’opera loro. Stando così le cose, tu devi riflettere che uno dei due casi dovrà necessariamente avvenire: può darsi che tu in questa impresa sia vinto dall’imperatore. E può anche darsi che tu lo vinca. Nel caso tu sia il vincitore, se tu distruggi Roma, non la città di un altro avrai tu rovinato, ma la città tua; conservandola invece, sarai ricco del più bello fra tutti i possedimenti».