Sat08302014

Back BLOG Adriano Falanga - Pensiero libero Antipolitica o antipartitismo?

Antipolitica o antipartitismo?

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Mi spiace sentire parlare di antipolitica. E' un'offesa al nobile e indispensabile valore che la politica stessa porta nel suo Dna. In realtà, ed è doveroso dirlo, oggi sussiste un forte sentimento non di antipolitica, ma di antipartitismo. Responsabili ne sono solamente i partiti che hanno calpestato il loro principio di espressione democratica della volontà popolare, e quindi, della vera polis. Non bisogna fare la lotta ai partiti, ma lottare contro quegli uomini che dei partiti ne hanno fatta casta a loro uso e consumo. Tutti, a partire dalle piccole città al Parlamento, conosciamo i nomi e cognomi dei responsabili di questo disastro. Se si continua a urlare contro tutto e tutti, è populismo, se invece si ha coraggio di dire chi e per come e perchè, hanno danneggiato la credibilità dei partiti, è allora coraggio e desiderio di svolta. E basta sentire dire "io non sto con nessuno" è solo un atto vile, che permette di coprire la propria assenza di idee e contenuti trincerandosi dietro il fallimento degli altri. La polis siamo noi, impariamo piuttosto a saper delegare e scegliere i nostri rappresentanti, in virtù delle loro intenzioni. Diffida da chi urla sempre contro il prossimo, ma accogli con interesse chi sa e vuole andare non contro qualcuno o qualcosa, ma a favore di un'idea o di un progetto. Diffida dai venditori di fumo, da chi promette l'impossibile e da chi si eleva a musa della perfezione, semplicemente facendo leva sui difetti degli altri. Non abbiamo bisogno di profeti, ma di gente umile e serena. Ma soprattutto, smettila di professare antipolitica e denunciare clientelismo, quando poi sei il primo a chiedere "e per me cosa ci sarebbe?". Ricorda, la volpe quando non arriva all'uva dice che questa è acerba. La raccomandazione? Pare danneggi solo chi non ne può avere una. Non è così che dovrebbe funzionare. Inizio a pensare che non è la politica a essere marcia, ma è l'intero sistema, compreso gli elettori o parte di essi, ad essersi pienamente e opportunisticamente conformato al sistema del do ut des.



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