Wed07232014

Startup. Startche?!

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Credo che in Italia il 99% della popolazione non sappia il significato della parola “startup”.
Citando Wikipedia: “Con il termine startup si identifica l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa. Si tratta di solito d’imprese appena costituite, nelle quali vi sono ancora processi organizzativi in corso”.
Perché non se ne sente mai parlare nel nostro paese? Perché nel nostro Paese le startup non sono ritenute degne di nota, non bastano gli aiuti – pubblici o privati – per far nascere nuove aziende, spesso fondate da giovani ventenni con tanta tantissima voglia di mettersi in gioco e sfidare il mercato. Nel nostro Paese i politici neanche sanno cos’è una startup!
E così finisce che i giovani scappano, abbandonano l’Italia e arrivano nella solare Silicon Valley, dove qualcuno più furbo e lungimirante della nostra classe politica si accorge del loro valore e del valore delle loro idee. Fioccano così finanziamenti di centinaia di migliaia di dollari – è il caso di tre giovani milanesi: Marco Palladino, Augusto Marietti e Michele Zonca che hanno ricevuto 1,5 milioni di dollari da aziende private per sviluppare e distribuire il loro Mashape - le aziende nascono in pochissimo tempo e noi ci ritroviamo in mano un paese sempre più vecchio perché ci lasciamo scappare i giovani.
Qui non si tratta di “fuga di cervelli”, un fenomeno al quale ormai ci siamo amaramente abituati e forse rassegnati, qui parliamo di fuga del futuro, perché noi giovani siamo il futuro di questo Paese e questo Paese non ci dà le opportunità per rimanere qua lasciandoci come unica scelta la fuga verso l’America.
E non è un caso allora che Steve Jobs abbia fatto fortuna negli States fondando la Apple, una delle aziende più redditizie del globo, a soli 21 anni - meno di quanti ne abbia io ora (sic!) - o che Zuckerberg abbia lanciato il social network più famoso di sempre a 20 anni(!) e così via, potrei andare avanti per ore ricordando i due fondatori di Google: Larry Page, Sergey Brin, anch’essi ventenni al momento della nascita di Big G, oppure Jeff Bezos, ideatore e fondatore di Amazon.com a soli 29 anni.
Questi che ci appaiono come extraterrestri, come superuomini capaci di tutto e di più, altro non sono che il risultato di una società che li ha valorizzati e ha permesso loro di dare sfogo alle proprio idee riuscendo a creare qualcosa di cui tutti oggi usufruiamo anche quando non ce ne rendiamo conto.
L’Italia sta andando nella direzione sbagliata. Dobbiamo iniziare a parlare di sviluppo anche in questi termini, iniziare a parlare dei giovani e delle loro idee, dare fiducia a chi ha qualcosa da offrire al proprio Paese perché se come diceva Kennedy non dobbiamo chiederci cosa il Paese può fare per noi ma cosa noi possiamo fare per lui allora datecela la possibilità di fare qualcosa per l’Italia, perché un amore a senso unico non ci aiuterà a vincere le sfide del futuro!
 


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