Fri08012014

Vive la France

altFrançois Hollande e Nicolas Sarkozy si sfideranno al ballottaggio. Tra loro, una distanza che sembra minima: un paio di punti percentuali, a significare che tutto è ancora in gioco. Chi dei due vincerà dovrà scontrarsi con una realtà che impone decisioni rapide e piuttosto impopolari.
Rispetto allo stato dell’economia francese, la campagna elettorale è stata caratterizzata dalla mancanza di realismo dei candidati principali: per catturare voti, i due favoriti hanno lanciato messaggi populisti e promesse che, una volta all’Eliseo, non potranno mai mantenere.
I toni sono stati molto accesi: Sarkozy ha calcato la mano sulla sicurezza - la campagna sulle limitazioni all’area Schengen - e sul ruolo della Francia come potenza europea e mondiale, nel tentativo di intercettare i voti del Front National. Hollande ha promesso assunzioni pubbliche, tasse altissime sui milionari e guerra a banche e “poteri forti”. Nella realtà, però, sia il candidato socialista che quello gaullista sono apparentati nel rifiutare l’idea che austerità e sacrifici siano necessari e sono concordi nell’idea di dover combattere l’influenza della cultura economica anglo-sassone in Europa.
Per Hollande e i socialisti, non è una novità: il PS è sempre stato su posizioni anti-mondialiste e - quasi - anti-capitaliste. La crisi ha accentuato una tendenza già esistente: il partito si è spostato verso gli elettori, che al momento sono in maggioranza contro banche, mercati finanziari e capitalismo selvaggio. Sarkozy, invece, dopo aver iniziato la sua presidenza tentando di imprimere una svolta al modo di vivere dei francesi, si è arreso all’evidenza che il suo paese non ha intenzione di seguire il modello di sviluppo anglo-sassone. Le sue tendenze neo-liberiste gli avevano inimicato la maggioranza del partito e dei francesi e per risalire nei sondaggi è dovuto tornare ai vecchi capisaldi della vulgata gaullista.
Per i gaullisti - così come per i socialisti - essere contro la globalizzazione e contro il capitalismo all’americana non è una posizione nuova. La Francia, da Colbert in poi, ha sempre avuto un’idea molto personale del capitalismo.
La novità è che, anche in una situazione di crisi, molti francesi hanno dimostrato che l’altissimo debito pubblico, l’economia in stallo, la disoccupazione che avanza e l’insostenibilità della spesa sanitaria e pensionistica non sono per loro i temi su cui basare una campagna elettorale. Non ritengono affatto prioritario tenere sotto controllo i conti pubblici e non intendono rinunciare ad uno stato sociale generoso quanto dispendioso.
Questa posizione appare incomprensibile ai non francesi. Di recente, un articolo dell’Economist ha accusato i candidati principali di essere completamente fuori dalla realtà: ciò contribuisce a rendere i francesi ancora più sospettosi.  
Il voto a favore di Hollande, a prima vista un voto di cambiamento, è in realtà una dimostrazione di continuità. I due candidati maggiori vanno al ballottaggio con due visioni politiche apparentemente dissimili, in realtà simili nei principi.
Il candidato vincente dovrà scontrarsi con una situazione al limite della disperazione. Quando gli echi della lotta elettorale si saranno placati, i francesi dovranno fare i conti con le cifre che parlano di un paese a crescita zero, con la spesa pubblica fuori controllo e con la disoccupazione in aumento. Speriamo, per il bene dell’Europa, che il clima dell’Eliseo sia d’ispirazione al suo prossimo occupante.



I NOSTRI BLOGGER

Foad Aodi - Eugenio Balsamo - Stefania Barzini - Stefano Basilico - Alessandro Bortolotti - Luca Borghini - Nuccio Bovalino - Maurizio Boscarol - Paola Bottero - Marco Brando - Federico Brusadelli - Emanuele Capoano - Massimiliano Caramazza - Massimo Carletti - Giorgio Cavagnaro - Giovanni Choukhadarian - Alessandro Carbone - Alessandro Carmignani - Fabio Chiusi - Federica Colonna - Fiorello Cortiana - Giovanni Coletta - Giuliano Compagno - Giuseppe Cecere - Ugo Maria Chirico - Giuseppe Ciraolo - Barbara Ciabò - Umberto Croppi - Giovanni Decaro - Fortunata Dell'Orzo - Francesco De Palo - Alfredo De Vuono - Leonardo D'Imporzano - Valeria Ercoli - Adriano Falanga- Caterina Filesi - Paolo Fini - Costanza Firrao - Christian Francia - Salvatore Francone - Marcello Frigeri - Tonia Garofano - Andrea Giorgio - Violetto Gorrasi - Fabio Granata - Andrea Grasso - Marco Iacona - Fabio Invernici - Vito Kahlun - Luciano Lanna - Fabio Lazzari - Loris Lazzaro - Manlio Lilli - Francesco Linguiti - Riccardo Lo Monaco - Cristian Lucci - Matteo Maltinti - Giuseppe Mancini - Gaetano Marolla - Maurizio Miceli - Marco Mitrugno - Mirko Montuori - Angela Napoli - Giovanna Nuvoletti - Francesco Onorato - Carmelo Palma - Francesca Papasergi - Lina Pasca - Andrea Pedrana - Luca Antonio Pepe - Flavia Perina - Emanuela Perinetti Casoni - Stefano Poma - Giorgio Puppi - Daniele Priori - Miro Renzaglia - Alessandro Rimassa - Dario Risuglia - Francesco Rosati - Giorgio Rosponi - Filippo Rossi - Roberto Sassi - Emiliano Sbaraglia - Gabriele Scarfone - Stefano Schiavi - Marco Scialdone - Maria Beatrice Scibetta - Pier Paolo Segneri- Giacomo Semeraro - Piero Signani - Matteo Soraci - Riccardo Spotorno - Andrea Tafini - Annalisa Terranova - Alessandro Venzano - Andrea Verde - Lina Urbani - Sergio Talamo - Luigi Tozzi