Le persecuzioni dei cristiani sono «un vero dramma del nostro tempo»: parola del ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, che dalle pagine del Corriere della Sera, dà la sua lettura delle stragi. I cristiani sono perseguitati perché «sono miti, si confrontano, dialogano, sono una garanzia di pluralismo che il totalitarismo musulmano vuole annientare», spiega il ministro nell'intervista. «Gli attentati a luoghi di culto sono l'espressione di un totalitarismo imbestialito: colpire gente in preghiera - osserva Riccardi - è una vera bestemmia, anche se gli islamisti lo fanno in nome di Dio».
Il fondatore della Comunità di Sant'Egidio dipinge uno scenario allarmante: «In Iraq è in corso un'epurazione dei cristiani, una pulizia etnica che attraverso assassinii sistematici vuole costringere i cristiani ad abbandonare le terre che hanno sempre abitato e dove convivono con i musulmani da più di mille anni. In Nigeria sta accadendo qualcosa di analogo: soprattutto nel nord islamizzato, si vuole costringere all'esodo la minoranza cristiana»; in Siria, i cristiani sono preoccupati di perdere la protezione che avevano sotto il regime dittatoriale, «anche se poi rischiano di apparire come amici di Assad»; «vedremo cosa accadrà in Egitto dove c'è una grande attesa che lascia i cristiani con il fiato sospeso».
Alla comunità internazionale spetta la tutela delle minoranze, ma «non per motivi confessionali ma perché è una garanzia per tutti: il totalitarismo - conclude Riccardi - è un mostro che alla fine divora i popoli».


