di Potito Salatto*
Il sondaggio riportato da Affaritaliani.it sulle intenzioni di voto per l'elezione del sindaco di Roma evidenzia l'estrema debolezza dei due attuali presunti candidati: Zingaretti e Alemanno. E le parole di commento dell'onorevole Antonio Buonfiglio (Fare Italia - Città Nuove), degli onorevoli Flavia Perina e Claudio Barbaro (Fli) e dell'onorevole Luciano Ciocchetti (Udc) aprono finalmente uno scenario nuovo sulla prossima campagna per il Campidoglio, nel quale sarà necessario individuare "un Polo riformatore e decisivo" per vincere le elezioni.
Lo spazio per la riedizione di monocolori (Pd o Pdl) al vertice dell'amministrazione capitolina è fuori tempo. Anche in questa occasione servono coalizioni più ampie, più coinvolgenti, che siano espressione di ambienti finora tenuti fuori dalla gestione della cosa pubblica.
In tal senso, la cosa più importante sarà trovare un candidato culturalmente preparato, autorevole, estraneo alle nomenclature partitiche, che possa rendere finalmente Roma una vera capitale europea. Una Roma, per esempio, in grado di costruire un Forum permanente tra le capitali non solo dei Paesi europei ma di tutti quelli che affacciano sul Mediterraneo, per discutere di politiche economiche reciproche, di iniziative a salvaguardia delle coste, di integrazione culturale, di immigrazione, eccetera.
Continuare a immaginare un sindaco che debba solo elemosinare contributi dallo Stato per poter sopravvivere, è davvero mortificante. Ci vuole invece un primo cittadino in grado di promuovere una ripresa della città dal punto di vista culturale, ambientale, urbanistico, con servizi essenziali ma efficienti. Questo lo si può fare, se si ha fantasia amministrativa, anche con il coinvolgimento di risorse private, di imprenditori illuminati e con l'utilizzo intelligente di finanziamenti europei adeguati. Roma è Roma, e merita di più di quanto ha avuto negli ultimi decenni.
Si tratta di una scommessa che dobbiamo accettare come classe dirigente unendo le forze più dinamiche e attive che esistono sul territorio. In questo senso, con l'apertura finalmente del dibattito per il 2013 fuori dallo schema stantio destra-sinistra, possiamo essere più che fiduciosi.
* Europarlamentare, Futuro e libertà


