Arriva il testo del provvedimento che il governo dovrebbe varare per affidare all’Agcom i poteri per vigilare sul rispetto del diritto d’autore online. E con il testo, arrivano le polemiche. In prima fila tra gli scontenti c’è Agorà digitale, che per bocca di Marco Scialdone, del team legale dell’associazione, commenta la bozza decreto sul Copyright «Per mesi – dice Scialdone – ci siamo sentiti ripetere che c’erano “tre pilastri” che consentivano all’Autorità di intervenire. Oggi, come per magia, spunta una nuova disposizione allo studio del governo che, di fatto, certifica che l’Agcom non era legittimata ad intervenire».
Le associazioni, come Agorà digitale, affermano di essere i consulenti più attenti e preparati che l’autorità abbia mai avuto. Si dicono perciò «costretti a mettere a disposizione il nostro impegno e la nostra conoscenza per correggere le imprecisioni e le inesattezze contenute nella bozza di provvedimento normativo circolata in queste ore sulla stampa».
Per Agorà digitale è «un capolavoro di pressappochismo giuridico» che corre il rischio di vanificare le competenze delle altre autorità di garanzia, da quella della concorrenza e del mercato, a quella per la tutela dei dati personali. Le associazioni chiedono a Monti di invertire la rotta e di uscire dalla logica emergenziale che ancora una volta la lobby dell'industria dell’intrattenimento vorrebbe, a loro dire, imporre al paese.


