Abbiamo salutato con favore, dalla prima ora, l’individuazione di Andrea Riccardi come responsabile dell’Integrazione e della cooperazione. Una persona competente ed equilibrata – abbiamo sostenuto più volte – perché adatta a dare a quei settori della politica la giusta e doverosa inversione di tendenza rispetto a quanto espresso dal governo a trazione Pdl-Lega, cioè totale chiusura a prassi moderne (e morali) di integrazione e inclusione sociale. La nuova linea decisa dal governo Monti va, appunto, in questa direzione ed è evidente dalle diverse idee spiegate dallo stesso ministro su temi come lo ius soli o la riapertura alla stampa delle strutture riservate ai migranti come Cie e Cara.
Come affrontare il tema dell’immigrazione? Innanzitutto con il ritorno al necessario dialogo con i diretti interessati, i rappresentanti delle varie comunità straniere residenti in Italia per capirne problematiche, istanze ed elementi capaci di influenzare positivamente il modello di coesione e inclusione. E il ministro Riccardi dimostra di aver scelto la via della consultazione.
La settimana scorsa una richiesta in tal senso era giunta Foad Aodi presidente dell’Associazione medici stranieri in Italia (Amsi) e della Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e che al ministro ha chiesto di riordinare le consulte delle comunità straniere presso le istituzioni comunali, provinciali e regionali italiane al fine di dare alle stesse il giusto ruolo di megafono delle singole realtà e «di ascoltare i nostri suggerimenti e proposte riguardo a immigrazione, integrazione, cittadinanza e una vera cooperazione internazionale».
Un appello subito raccolto dal ministro – ecco un esempio del nuovo approccio – che ha convocato presidente dell'Amsi e della Co-mai. «Ringrazio il ministro Riccardi per la sua grande disponibilità e per avere deciso di incontrarci per ascoltare i nostri suggerimenti per l'interesse comune», queste le parole del presidente Foad Aodi. Un appuntamento importante, spiega lo stesso Aodi, che «in qualità di membro del comitato scientifico e della commissione organizzativa del prossimo consiglio dei ministri arabi della Salute presso la stessa sede della Lega araba al Cairo mi permetterà di parlare di queste nuove pratiche italiane ai rappresentanti della Lega araba».








