«La risposta deve essere categorica, quanti vanno su quella strada sono dei perdenti, non si illudano di sfidare lo Stato». Giorgio Napolitano, durante la commemorazione delle vittime del terrorismo in corso al Quirinale, interviene sulla vicenda dell’agguato al manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.
«Non ci sono ragioni di dissenso politico e tensione sociale, che possano giustificare ribellismi, illegalismi, forme di ricorso alla forza destinate a sfociare in atti di terrorismo», continua il presidente della Repubblica.
Intanto sul network indipendente Indymedia è apparso un documento a firma Gap (Gruppi Armati Proletari). Nel testo si attacca il governo Monti e si fa riferimento anche al manager gambizzato. Il documento è al vaglio degli inquirenti anche se gli esperti antiterrorismo dei carabinieri escludono che sia la rivendicazione dell'attentato. Lo ritengono semmai "un attestato di solidarietà" con chi l'ha commesso.
Nelle indagini, comunque «vengono, al momento, valutate tre piste: quella vetero-brigatista, quella anarco-insurrezionalista e quella commerciale». Lo afferma il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenendo in Aula alla Camera per un'informativa sull'attentato avvenuto a Genova. «L'utilizzo di un'arma da fuoco rappresenterebbe a livello operativo - spiega la titoalre del Viminale - una novità assoluta nelle strategie dei gruppi anarco-insurrezionalisti che si affidano a diverse modalità di intervento». «Verosimile è invece - aggiunge il ministro - la pista commerciale per l'espansione dell'Ansaldo nell'Europa dell'Est, con interessi in Romania, Ucraina e Russia». Ma Cancellieri non esclude la pista anarco-insurrezionalista «che può fare riferimento alla tematica anti-nucleare» anche perché Adinolfi era stato indicato su Internet nel 2009 in una lista insieme ad altri manager del nucleare.


