Sat08232014

Back Attualità Attualità Agguato a Adinolfi, la fermezza di Napolitano:
«L'Italia non si fa intimidire dai terroristi»

Agguato a Adinolfi, la fermezza di Napolitano:
«L'Italia non si fa intimidire dai terroristi»

alt

«La risposta deve essere categorica, quanti vanno su quella strada sono dei perdenti, non si illudano di sfidare lo Stato». Giorgio Napolitano, durante la commemorazione delle vittime del terrorismo in corso al Quirinale, interviene sulla vicenda dell’agguato al manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.

«Non ci sono ragioni di dissenso politico e tensione sociale, che possano giustificare ribellismi, illegalismi, forme di ricorso alla forza destinate a sfociare in atti di terrorismo», continua il presidente della Repubblica.

Intanto sul network indipendente Indymedia è apparso un documento a firma Gap (Gruppi Armati Proletari). Nel testo si attacca il governo Monti e si fa riferimento anche al manager gambizzato. Il documento è al vaglio degli inquirenti anche se gli esperti antiterrorismo dei carabinieri escludono che sia la rivendicazione dell'attentato. Lo ritengono semmai "un attestato di solidarietà" con chi l'ha commesso.

Nelle indagini, comunque «vengono, al momento, valutate tre piste: quella vetero-brigatista, quella anarco-insurrezionalista e quella commerciale». Lo afferma il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenendo in Aula alla Camera per un'informativa sull'attentato avvenuto a Genova. «L'utilizzo di un'arma da fuoco rappresenterebbe a livello operativo - spiega la titoalre del Viminale - una novità assoluta nelle strategie dei gruppi anarco-insurrezionalisti che si affidano a diverse modalità di intervento». «Verosimile è invece - aggiunge il ministro - la pista commerciale per l'espansione dell'Ansaldo nell'Europa dell'Est, con interessi in Romania, Ucraina e Russia». Ma Cancellieri non esclude la pista anarco-insurrezionalista «che può fare riferimento alla tematica anti-nucleare» anche perché Adinolfi era stato indicato su Internet nel 2009 in una lista insieme ad altri manager del nucleare.



I NOSTRI BLOGGER

Foad Aodi - Eugenio Balsamo - Stefania Barzini - Stefano Basilico - Alessandro Bortolotti - Luca Borghini - Nuccio Bovalino - Maurizio Boscarol - Paola Bottero - Marco Brando - Federico Brusadelli - Emanuele Capoano - Massimiliano Caramazza - Massimo Carletti - Giorgio Cavagnaro - Giovanni Choukhadarian - Alessandro Carbone - Alessandro Carmignani - Fabio Chiusi - Federica Colonna - Fiorello Cortiana - Giovanni Coletta - Giuliano Compagno - Giuseppe Cecere - Ugo Maria Chirico - Giuseppe Ciraolo - Barbara Ciabò - Umberto Croppi - Giovanni Decaro - Fortunata Dell'Orzo - Francesco De Palo - Alfredo De Vuono - Leonardo D'Imporzano - Valeria Ercoli - Adriano Falanga- Caterina Filesi - Paolo Fini - Costanza Firrao - Christian Francia - Salvatore Francone - Marcello Frigeri - Tonia Garofano - Andrea Giorgio - Violetto Gorrasi - Fabio Granata - Andrea Grasso - Marco Iacona - Fabio Invernici - Vito Kahlun - Luciano Lanna - Fabio Lazzari - Loris Lazzaro - Manlio Lilli - Francesco Linguiti - Riccardo Lo Monaco - Cristian Lucci - Matteo Maltinti - Giuseppe Mancini - Gaetano Marolla - Maurizio Miceli - Marco Mitrugno - Mirko Montuori - Angela Napoli - Giovanna Nuvoletti - Francesco Onorato - Carmelo Palma - Francesca Papasergi - Lina Pasca - Andrea Pedrana - Luca Antonio Pepe - Flavia Perina - Emanuela Perinetti Casoni - Stefano Poma - Giorgio Puppi - Daniele Priori - Miro Renzaglia - Alessandro Rimassa - Dario Risuglia - Francesco Rosati - Giorgio Rosponi - Filippo Rossi - Roberto Sassi - Emiliano Sbaraglia - Gabriele Scarfone - Stefano Schiavi - Marco Scialdone - Maria Beatrice Scibetta - Pier Paolo Segneri- Giacomo Semeraro - Piero Signani - Matteo Soraci - Riccardo Spotorno - Andrea Tafini - Annalisa Terranova - Alessandro Venzano - Andrea Verde - Lina Urbani - Sergio Talamo - Luigi Tozzi