di Basilio Lamiota - Come la metafora di due energumeni che si fronteggiano, ma che poi finiscono per pareggiare. Perché di forze pari si tratta, dal medesimo peso specifico dell'offerta. Accade, come rilevato dal sociologo inglese Anthony Giddens, teorico della terza via concretizzata da Tony Blair, che sulla scena politica dove si esaspera la divisione netta fra sinistra e destra, essa sia meno evidente che in passato. Potrebbe essere proprio questa, adesso, la soluzione mentale e attuativa per interpretare il futuro. E non solo in chiave elettorale. ATTUALITA'
Dilemma italico: di qua o di là dal mare?
Quando la terza via non è più un ripiego
- 22 Febbraio 2013
di Basilio Lamiota - Come la metafora di due energumeni che si fronteggiano, ma che poi finiscono per pareggiare. Perché di forze pari si tratta, dal medesimo peso specifico dell'offerta. Accade, come rilevato dal sociologo inglese Anthony Giddens, teorico della terza via concretizzata da Tony Blair, che sulla scena politica dove si esaspera la divisione netta fra sinistra e destra, essa sia meno evidente che in passato. Potrebbe essere proprio questa, adesso, la soluzione mentale e attuativa per interpretare il futuro. E non solo in chiave elettorale. Solidarietà e Big Society: nuova competitività “sociale”
- 21 Febbraio 2013
di Mario Ciampi - Nella nostra epoca non è necessario essere aristotelici per prendere atto della socialità umana. È il tempo dell’interdipendenza assoluta. Più difficile è rendersene conto, avere coscienza di questa interconnessione e rispondere con una solidarietà vera. Che non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento, ma un principio ordinatore che permette di riconoscersi l’un l’altro come parti di una medesima comunità. Una solidarietà presa sul serio basterebbe per ridurre drasticamente l’evasione fiscale o per scongiurare qualsiasi tentativo di secessione, o ancora per realizzare una piena integrazione europea. Grillo, figlio della politica che le sue piazze avversano
- 21 Febbraio 2013
Beppe Grillo fa paura ai partiti tradizionali? Da un punto di vista strettamente elettorale è così, considerando i sondaggi che gli attribuiscono il terzo o quarto posto e con un consenso sottratto in modo trasversale. Ma il rischio reale non è la gente che decide di seguire il comico genovese e di votare per il Movimento 5 stelle bensì la totale assenza di progettualità, di proposte concrete, realizzabili. Dire che il nostro paese non dovrà pagare il debito pubblico, garantire a tutti mille euro al mese come reddito di cittadinanza e privilegiare le nazionalizzazioni nelle scelte di politica economica e industriale, è parecchio agevole comprenderlo, dà la giusta immagine di un movimento nato sulla base della protesta, ma che sulla protesta si è fermato.
L'intervento: fuori "i secondi", adesso si vota
- 21 Febbraio 2013
di Giorgio Cavagnaro - Ci siamo. É arrivato il momento della verità, quello che può dare un senso concreto alla voglia palpabile di cambiamento che da molti mesi si percepisce in giro. Come una caldaia che, silenziosamente, abbia raggiunto il livello massimo di pressione, il Paese si avvia al voto con uno strano mix di disincanto e ribellismo, incerto come poche altre volte, diviso come sempre. Intanto, premetto che mi presenterò regolarmente al seggio perché credo che il non voto, come l’anarchia, siano l’illusione narcisista di chi vuole, come ultimo fine nascosto e inconfessabile anche a se stesso, che le cose non cambino, per aver la possibilità di emergere dalla mediocrità di cui fa parte. C'era una volta il paese delle meraviglie
- 21 Febbraio 2013
Che Paese è quel Paese dove si truffa sui master frequentati, sui derivati che le banche acquistano per coprire altri debiti? E dove i controllori diventano spesso controllati, dove le cricche vincono facilmente appalti e poltrone? E dove le professioni restano chiuse perché così decidono i baroni, dove per fare una riforma occorrono anni per via di uno stucchevole bicameralismo perfetto? E dove i cittadini non possono scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, dove c'è un preoccupante analfabetismo di ritorno? O dove il diritto alla salute si mescola torbidamente con quello al lavoro, dove molti fondi pensione sono a rischio? 

