La spending review? «Usa tutte le leggi che erano state messe a punto dal governo Berlusconi e dal sottoscritto». Insomma, Monti ed Enrico Bondi non stanno facendo altro che «attuare le riforme del governo precedente. Semplice. Almeno secondo Renato Brunetta, ex ministro della Pubblica amministrazione che sarà ricordato negli annali d’Italia per i furibondi proclami contro i “fannulloni” e per i famigerati tornelli all’ingresso degli uffici.
Evidentemente all’ex ministro - intervistato da Libero - il fatto che a tagliare per davvero il settore pubblico possa essere il governo Monti e non quello di cui lui faceva parte brucia più della sonora sconfitta nella corsa a sindaco di Venezia (e del mancato Nobel per l’economia, dal quale – come ricorda lui stesso – lo separava solo un passo).
E così ora Brunetta dispensa consigli all’esecutivo, sottolineando che è stato già tutto pensato e scritto da chi c’era prima dei professori. Dalle ricette online al blocco salariale, dalla stretta sui patronati al blocco del turnover. Passando per le “minacce” dei sindacati, delle quali – dice Brunetta – Monti «si è accorto anche grazie alle mie sollecitazioni». Dunque il governo precedente, forte dei suoi successi internazionali, sta vigilando sull’inesperto Monti. Bene, possiamo dormire sonni tranquilli.


