Mon04212014

Back Attualità Politica 3 Fede: «Lascio e vado alla Camera. Berlusconi? Lo adoro»

Fede: «Lascio e vado alla Camera. Berlusconi? Lo adoro»

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«Sono vittima di uno sporco complotto». Emilio Fede torna, in una intervista al Corriere della Sera, sulla vicenda della valigetta con 2,5 milioni di euro che avrebbe portato in una banca svizzera e che sarebbe stata rifiutata dall'istituto di credito. Notizia completamente inventata, ha dichiarato il direttore del Tg4 che si dice vittima di un complotto.

«Ragiona: io ho due milioni e mezzo in contanti, e che faccio? Li metto in una valigetta, attraverso il confine con quel malloppo e mi presento in banca a Lugano, dopo che a Lugano, proprio in banca, è successo quel che è successo con la vicenda di Lele Mora?», risponde al Corriere. «Mettiamo pure che io abbia una valigetta con due milioni e mezzo, va bene? Secondo te - dice Fede al giornalista - io sono così fesso da andarmene a Lugano? Non faccio prima ad andare a Montecarlo? No, dai, non regge».

Le ipotesi, prosegue Fede, sono tre: «O c'è un caso di omonimia, ipotesi in cui spero; o c'è una casuale e pazzesca somiglianza con qualcuno, ipotesi possibile ma remota; oppure c'è stato qualcuno che è andato lì, allo sportello bancario di Lugano, spacciandosi per me... e questa, purtroppo, è l`ipotesi più plausibile». Una eventualità fatta «per fregarmi, accidenti! Perché, appunto, è un complotto». Evidentemente, aggiunge il direttore del Tg4 «c'è qualcuno a cui continuo a dare fastidio... Sì, questo direttore che dirige da così tanti anni, purtroppo, sta sulle scatole a qualche invidiosetto», anche dentro Mediaset.

«Io gli ho detto: fatemi arrivare all`autunno, poi vi lascio il Tg4 e mi candido alla Camera con il Pdl, perché con Berlusconi sono già d'accordo...». E l’azienda? «Ci siamo accordati così: mi danno una buonuscita, non clamorosa, ma equa per quello che ho fatto e dato in tutti questi anni. Poi avrò dei benefit, tipo l’autista e la segretaria. Poi un programma in prima o seconda serata su Retequattro, l’incarico fantasma ma comunque prestigioso di direttore editoriale dell’informazione e, infine, un contratto di consulenza di tre anni più due».

«Penso che questi miei accordi possano aver scatenato altre invidie nei miei confronti. E qualcuno può aver pensato bene di farmi mangiare un po’ di fango». E il Cavaliere? «Questa mattina è stato il primo a telefonarmi e a esprimermi la sua solidarietà. Lo adoro, non mi lascia mai solo. Mai, mai, mai...».



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