Thu11202014

Back Attualità Attualità Fli, in Sardegna si racconta di un partito allo sbando
I giovani: «Idea tradita, via il coordinatore regionale»

Fli, in Sardegna si racconta di un partito allo sbando
I giovani: «Idea tradita, via il coordinatore regionale»

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È giusto che Futuro e libertà dia il suo sostegno al gay pride? È solo l’ultima delle occasioni di confusione all’interno della creatura finiana, spaccata su chi ha preso le distanze dall’iniziativa e chi, al contrario, la ritiene una scelta coerente, dopo una svolta politica basata anche sui diritti civili. A giudicare dalle reazioni che si leggono qua e là sui social network, la base – e segnatamente i settori più giovani – ritiene che fuggire davanti a una iniziativa di carattere sociale e civile sia solo l’ultimo di una serie di errori che Fli potrebbe commettere. Soprattutto se questo orientamento ha “future finalità politiche”. Ma questo, si legge, è solo uno dei problemi di connessione programmatica tra base e dirigenza e tra quadri stessi del partito.

Al riguardo riceviamo e pubblichiamo una nota che Antonio Mastino (coordinatore regionale di Generazione futuro per la Sardegna), Elio Azzena (coordinatore provinciale Gf per Cagliari), Luigi Angotzi (coordinatore provinciale di Gf per Oristano), Roberto Musa (coordinatore provinciale di Gf per il Medio Campidano) e Simone Casu (coordinatore provinciale Gf per Carbonia-Iglesias) hanno inviato al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e per conoscenza ai deputati Benedetto Della Vedova, Enzo Raisi e Flavia Perina.

A seguito degli ultimi gravissimi avvenimenti all’interno di Futuro e libertà per l’Italia, è doveroso fare un’analisi sulle prospettive e sulle opportunità che il partito e Generazione futuro possono avere in Italia e in Sardegna.

Premesso che:

Dopo le polemiche giunte per la nostra presa di posizione nei confronti della ragione stessa di esistenza del gruppo giovanile di Fli, Generazione futuro, altri avvenimenti ben più gravi hanno portato ad esasperare non solo la frattura con il gruppo dirigente regionale, ma anche con il partito a livello nazionale perché ha dimostrato di non curarsi minimamente della sostanza delle cose.
Già da principio, in Sardegna, appurato il dramma economico e sociale in cui essa versa, duole ammettere che il partito di Fli non ha dato la benché minima risposta a nessuna delle criticità che il sistema ha insite da secoli, facendo presagire che, per come è nato il partito dalle nostre parti, esso non fosse una soluzione al problema, ma parte integrante di esso. Le politiche messe in atto da Fli in Sardegna sono state nulle. Non c’è stata nessuna prova di vitalità politica, nessun segno di discontinuità con il vecchio sistema della Prima Repubblica. Fli non ha proposto alcuna soluzione alla crisi perenne di tutti i comparti isolani. Il Coordinatore regionale è non solo andato semplicemente a rincorrere la bandierina della “vera destra” senza dare la benché minima prospettiva al gruppo regionale, ma è anche mancato nelle occasioni politiche più importanti in particolare sui referendum regionali.

Proprio su questi, il suo imbarazzante silenzio ha cozzato totalmente con l’impegno di tanti dei nostri iscritti. Questi spontaneamente si sono uniti a tanti altri che già (a questo punto giustificatamente) ci avevano abbandonato, per ridiscutere l’assetto degli enti locali. Il Coordinatore avrebbe, beninteso, dovuto sponsorizzare il sì al referendum senza se e senza ma, mentre oggi assistiamo a consiglieri regionali di Fli che addirittura, dietro lo specchietto per le allodole del “vuoto normativo” cercano di aggrapparsi a tutto pur di mantenere lo status quo. Nonostante ciò, il Coordinatore ha sfruttato l’esito referendario per ottenere da Roma l’annullamento delle cariche dei Coordinatori delle province abrogate, approfittandone per eliminare la concorrenza interna (cosa dimostrata dal fatto che l’unica delle province “antiche” in cui non è stato confermato il Coordinatore è stata Cagliari, dove stava quel Vittorino Erriu che ha dimostrato di voler usufruire del diritto legittimo di criticare ciò che riteneva di criticare). Stranamente all’azzeramento dei vertici provinciali non è corrisposto un identico provvedimento da parte dei quadri di Generazione futuro.

Tornando poi al merito politico, che è quello che ci anima tutti, il Coordinatore regionale avrebbe dovuto impegnarsi nella formulazione dell’indirizzo del partito sulla disoccupazione giovanile, la più alta d’Italia, sulla trasparenza dei pubblici uffici, sulle nomine politiche nelle Asl, sui concorsi per amministrativi che molto spesso sono solo un’occasione per pagare pegni elettorali, sul piano energetico dell’isola, sulla Pac, sulla vertenza entrate, sullo scandalo delle cartelle pazze di Equitalia. Invece il risultato è stato il silenzio più totale sui temi, rendendo il partito un silenzioso attendente all’uscio mai aperto della stanza dei bottoni. Avrebbe dovuto promuovere politiche di ampio respiro su tutto il territorio regionale, in collaborazione con i coordinamenti provinciali, ma l’unica eccezione è stato l’enorme e spropositato movimentismo sulla proroga della stagione della caccia, a dimostrazione di badare solo ed esclusivamente al suo elettorato di riferimento, ignorando bellamente che un progetto vero e organico per l’isola consti di una miriade di cose.

Spiace poi sottolineare il comportamento tenuto dal Coordinatore regionale e dal suo vice che in quasi due anni di attività non hanno mai coinvolto gli organi di Gf nella vita politica del partito, decidendo quasi autonomamente la linea da seguire; solo invece sporadicamente è stato coinvolto l'ufficio politico regionale che ha comunque sempre sostenuto la loro linea nonostante la base, i coordinatori provinciali ed i loro omologhi di Gf più volte gli abbiano suggerito di cambiare radicalmente registro.

L'episodio più grave di questa condotta è rappresentato dal blitz notturno del coordinatore regionale e del suo vice che, uniti ad altri loro colleghi consiglieri regionali, si sono riassegnati le indennità abolite con il referendum dello scorso 6 maggio. Stupisce assistere allo slancio di entusiasmo con il quale il coordinatore regionale annuncia l'azzeramento dei coordinatori provinciali eletti in virtù di un non meglio precisato intento di dare seguito all'esito referendario, dato che le province restano tuttora in piedi, ma al tempo stesso quella stessa volontà popolare venga, dallo stesso Artizzu e dal suo vice Sanna , calpestata per i meri interessi di "casta" dei due nel momento in cui si riassegnano le indennità abolite.

I risultati di questa condotta si sono visti durante e dopo le elezioni amministrative, i cui risultati – a parte alcuni sparuti casi in cui Fli non ha presentato il simbolo – sono stati imbarazzanti. L’imbarazzo è stato tale che, a seguito di un articolo molto critico nei confronti del Coordinatore uscito sul blog di Futuro e libertà Cagliari, egli ha deciso di minacciare querela a tutti coloro che hanno condiviso il link su Facebook (nemmeno fossero loro gli autori).

Ultimo ma non meno grave episodio, il Coordinatore regionale ha destituito il Commissario cittadino di Cagliari, Riccardo Lo Monaco, dopo che questo ha deciso di aderire a titolo personale al gay-pride. Se da un lato questa iniziativa malcela una certa anacronistica omofobia (il cui superamento avevamo intuito – a torto – fosse parte della svolta di Fli), dall’altro così facendo è riuscito a zittire un’altra voce fuori dal (suo) coro, che ormai più che una corale polifonica sembra un coretto da stadio di terza categoria.

A tutto ciò non è corrisposta una benché minima reazione dalla sede centrale del partito, nemmeno per quest’ultimo grave e volgarissimo episodio. Sentendoci traditi ed usati, non avvertiamo più quel senso di entusiasmo e di spirito innovatore che animava questa avventura politica al suo inizio. La misura è quasi colma.

Detto questo:

noi, firmatari di questa lettera, chiediamo il commissariamento del Coordinamento regionale della Sardegna per evidenti discrasie tra la linea politica del partito (e del presidente Fini) e il Coordinatore Regionale Ignazio Artizzu. In caso contrario, ciò significherà la totale negazione di quanto predicato sino ad oggi in Fli e ci farà riconsiderare evidentemente l’adesione a questo progetto.

Antonio Mastino, Elio Azzena, Luigi Angotzi, Roberto Musa, Simone Casu



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