È tutto finito, è tutto passato. Stai tranquillo, stai sereno. Pronunciamo piano, sussurrandole, le parole, e intanto passiamo una mano carezzevole sulla testa di Bobo. Dai, Calderoli, il peggio è finito, calmati ora, puoi farcela. Anche tu meriti un attimo di fugace serenità. Ecco, è questa l'unica reazione possibile di fronte all'exploit del ministro sulle pagine del quotidiano La Padania, che oggi, dopo l'intervento del presidente Napolitano, titola: «Io esisto e sono padano». Il rubicondo Calderoli continua: «I popoli non sono quelli che hanno già uno Stato (ndr: sulla Costituzione del quale ha giurato) con confini definiti, ma ce ne sono tanti altri che spingono per vedersi riconosciuti i loro diritti».
Va bene, va bene, ora calmati Bob. Più che altro è curioso immaginare la reazione di Silvio Berlusconi, il quale, stamattina, leggendo avrà pensato: «Cribbio, anche io esisto, e sono Napoleone!». Insomma: una grande farsa, materiale umano, e giornalistico, buono per una vecchia puntata de L'ottavo nano, quando Bossi- Hannibal Lecter entrava in scena con la mascherina, per evitargli di sbranare gli interlocutori. Ora, se possibile, il teatrino della politica è anche peggiore, meno comico e più tragico. Perché gli stessi signori non sembrano più in fila per fare la propria apparizione a La Corrida, mostrando capacità inattese e una certa originalità caratteriale. No, sembrano ormai nella sala d'attesa dello psicologo, sviliti nell'umore, mentre la loro rabbia nordica, nel caso di Calderoli (buono, buono, non prendertela!), s'è trasformata in delirio senile: «Padano, Padania, padani, padane, secessione, secessione...». I leghisti, paiono intrappolati in uno stereotipo, nella figura del serial killer rabbioso, con lo sguardo allucinato, perennemente sotto shock, nei confronti del quale l'unica reazione possibile è la tenerezza.
Dai, Bobo, non preoccuparti. Tranquillo, riposa, non è successo niente.
Federica Colonna








