Riempire il vuoto lasciato dal Cavaliere, con una proposta riformista e liberale e soprattutto con una lista composta da facce nuove, preferibilmente giovani. Ecco il “piano Montezemolo” che, chiuso il capitolo amministrative, inizia a svelarsi oltre i retroscena e le indiscrezioni. "Italia Futura", come racconta la Repubblica, è ormai presente in quasi tutte le regioni, ha raggiunto i 50 mila iscritti e sta già selezionando una sua classe dirigente, da cui attingere i potenziali candidati per la sua lista civica.
Quanto all’offerta politica, oltre all’idea di una Costituente per la riforma dello Stato, l’impostazione è chiara: meno Stato e più società, meno tasse e più sviluppo.
Per quanto riguarda la leadership, poi, non è affatto scontato che sia lo stesso Montezemolo a guidare le “truppe” in campo. L'ex presidente della Confindustria ragiona anche sull’idea di lanciare un altro candidato, giovane, per svecchiare la classe dirigente.
E sull’alleanza con altre forze politiche, Montezemolo è stato chiaro nei giorni scorsi: nessun patto gattopardesco, nessuna federazione, nessuna trattativa. Niente dialogo con il Pd di Bersani, né con il Pdl (o come si chiamerà da domani) di Berlusconi né con l’area del Terzo polo. Nemmeno con i ministri dell’attuale governo, a partire da Corrado Passera. «La nostra forza - dice Montezemolo - è quella di essere nuovi».
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