Le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio saranno il primo vero banco di prova per gli schieramenti politici dopo l'avvio dell'era Monti. Il "polo" su cui ci sono le maggiori attenzioni è il "Terzo", anche perché nella primavera 2013 si ritornerà alle urne per le elezioni politiche e i due maggiori partiti, Pdl e Pd, dovranno secondo tutti i sondaggi, allearsi con il Terzo polo, per salire a palazzo Chigi. Ma il fare l'ago della bilancia non è facile, soprattutto se le due anime del Terzo polo - quella di Futuro e libertà che fa riferimento a Gianfranco Fini, e quella vicina al leader dell'Unione di centro, Pier Ferdinando Casini (e ci perdonino Rutelli e Lombardo) - hanno posizioni leggermente distinte rispetto agli ex amici e forse ora anche ex-nemici del Pdl post-berlusconiano e del Pd rinvigorito dalla discesa in campo del presidente della Repubblica.
A oggi il Terzo polo, sarebbe certamente più corteggiato dal Partito democratico che dal Popolo della libertà, anche in ragione che con quest'ultimo, prima Casini e poi Fini, si sono separati negli anni, in modo alquanto burrascoso. Un'alleanza tra "democrat" e Terzo polo che già lo scorso anno, stava per prendere corpo, tant'è che alla vigilia del voto per le amministrative 2011, l'ex segretario nazionale Pd Massimo D'Alema apriva al Terzo polo e in particolare a Fini, con cui ci sono sempre stati grandi rapporti di amicizia poi sfociati nel politico-istituzionale, spiegando che non si trattava di un allargamento scandaloso: «Con Futuro e libertà, noi votiamo insieme tutti i giorni in Parlamento. Non è una novità quello che dico, non è un'eresia. Anche perché è evidente che le forze dell'opposizione condividono alcuni valori». Altrettanto chiaro che «lavoriamo per unire le opposizioni le quali - aggiungeva - rappresentano in questo momento oltre il 60 per cento degli italiani». Un'opposizione parlamentare, che dopo circa sei mesi portò la caduta del governo Berlusconi, con le dimissioni immediate del Cavaliere.
Oggi l'alleanza si ripropone, con un tono decisamente più forte, in ragione delle prossime elezioni politiche. Ma mentre il Pdl sembrerebbe orientato a ricostruire il rapporto con la Lega nord, fratturatosi dopo la nascita il governo Monti, il presidente del Copasir da Napoli rilancia l'alleanza: «Il Pd e il Terzo polo, in futuro, potranno governare insieme». Una speranza che però dall'altra parte del fiume non convince in alcuno modo l'europarlamentare Ppe-Pdl Erminia Mazzoni, che nel corso della trasmissione televisiva Sotto Torchio del network televisivo Julie Italia, anche in ragione del suo trascorso democristiano dalla Dc all'Udc, rivestendo in quest'ultimo grandi cariche nazionali, auspica un riavvicinamento tra il partito guidato da Angelino Alfano e Casini, fondato da sempre da comuni valori anteposti alla sinistra italiana.
Allora non rimane che aspettare le scelte del Terzo polo alle amministrative, sperando solo però che i due maggiori partiti, Fli e Udc, vadano dritti nella stessa direzione, senza mai perdere la bussola, come purtroppo successo a Palermo. Una scelta che se ripetuta in altri comuni, potrebbe deteriorare il progetto politico e non essere capita dagli elettori.
Stefano Albamonte


