Già ieri, durante i lavori parlamentari, Nouriel Roubini, era intervenuto con un commento duro sull’idea lanciata da Silvio Berlusconi di tentare la carta Angelino Alfano per la guida del prossimo governo. Niente da fare, ha sentenziato Roubini perché trattasi «del capo lacchè a esperienza zero». La soluzione, secondo l’economista che di Italia sa più di tanti italiani, è un governo guidato da Mario Monti o Giuliano Amato perché serve una figura che dia stimolo all’economia «completamente ignorata dal governo Berlusconi». Lo ha detto rilasciando un’intervista a Repubblica e a proposito del Cavaliere Roubini non ci è andato tanto leggero descrivendolo come un boss mafioso, prendendo spunto dalla sua ira manifestata ieri contro i «traditori» che lo hanno fermato a quota 308 a Montecitorio.
Del resto, ha aggiunto, «anche io sono stato gettato nel tritacarne dei suoi giornali» per averlo criticato.
Quanto agli scenari futuri Roubini si aggiunge alle diverse personalità nostrane e mondiali che da un paio d’anni a questa parte attribuiscono all’Italia un deficit di credibilità e onorabilità oltre confine. Risiede anche in questo la necessità di scegliere un uomo al di sopra di sospetti e che con il resto del mondo sappia dialogare e concertare le decisioni in materia economico-finanziaria per uscire dal fango.








