Se l’obiettivo, come spiegano i firmatari, era quello di «stimolare una discussione all’interno del movimento giovanile di Futuro e libertà», si può dire che è stato centrato. Con il documento che hanno sottoscritto e inviato ai vertici del partito finiano, infatti, i giovani futuristi sembrano aver “liberato” un dibattito non da poco, ovvero quale sia la ragion d’essere del movimento nato due anni fa dallo strappo con il Pdl. Che fare? Mantenere la propria autonomia di apparato, o confluire senza più steccati nel nascente partito della nazione? I firmatari sostengono che è tempo di levare gli ormeggi e dare il contributo alla crescita del nuovo soggetto politico senza vincoli di apparato.
E lamentano che a farsi portavoce delle tentazioni identitarie o isolazioniste sia stato troppo spesso proprio il movimento giovanile. Il cui leader, Gianmario Mariniello, ha risposto al Tempo - che aveva dedicato un articolo alla questione – sottolineando che i “frondisti” rappresentano «zero» all’interno di Generazione Futuro. Parole che non sono piaciute ad Antonello Mastino, presente tra i firmatari e coordinatore regionale sardo eletto, il quale in una nota ha preso le distanze ufficialmente da Mariniello. La sua - scrive - è una «risposta puerile e da “lesa maestà” che ci offende personalmente e che fa parte di quel modo di fare politica che non ci è mai piaciuto: una posizione politicamente onesta (seppur opinabile) che diventa un pretesto per perpetuare un gioco delle parti che speravamo di aver lasciato al Popolo delle Libertà».
E sui social network i toni si alzano. Se da una parte si sottolineano i toni berlusconiani del leader dei giovani ( la difesa del «mio movimento politico», l’accusa ai “ribelli” di essere quattro gatti...), dall’altra si accusano i “guastatori” di voler compromettere gli stati generali di Generazione Futuro convocati per fine maggio. Spunta anche su Facebook - con accenti da spy story - una mail riservata, inviata da Lucio Scudiero (capofila dei giovani “innovatori”) agli altri firmatari. Arma usata dai “lealisti” per screditare gli eretici e sottolinearne le velleità cospiratrici, che ha però l’effetto collaterale di dimostrare che la stesura della lettera era precedente alla convocazione della riunione plenaria (forse convocata proprio per disinnescare la lettera, dopo una “soffiata”?).
Sui contenuti politici della missiva, per ora nessuna risposta. In compenso qualche zelante dirigente propone su twitter di «convocare i probiviri». Non proprio un’idea felice, a meno che non si voglia dar ragione a chi paragona Generazione Futuro a un “piccolo Pdl”...
Ludovico Sansevero


