Di sicuro non ci si annoia, dalle nostri parti. Il plurisettantenne e neoprescritto per il processo Mills, in cui magicamente esiste il corrotto ma non il corruttore, si ricandida per la sesta volta a governare il Paese. Da quando aveva deciso di fare solo il padre nobile della destra, in effetti, era scomparso dai palinsesti Tv e nelle nostre lande desolate, se non appari, non ti si fila nessuno. Le aziende del Cav. vanno maluccio, persino Cristina Parodi lascia il Tg5 per approdare a La7 (ormai refugium peccatorum di giornalisti e anchormen delle reti ammiraglie) ma, soprattutto, sul piatto della politica italiana tornano a essere presenti due temi molto cari all'ex-premier: Giustizia e Rai. Sì, perché, se qualcuno pensa a un ritorno dettato da intenti patriottici, sbaglia. Il nostro torna, o perlomeno si rimette in gioco, perché gli conviene.
Ma non di solo Cav., e per fortuna, si nutre la cronaca di questi giorni. Mentre Monti lascia al predestinato Grilli il dicastero dell'Economia e spiega in Italia e in Europa la manovra sul lavoro, gli tocca sfidare le ire non solo dei confederali, in particolare della Cgil, e questa non è una novità, ma anche quelle inedite del neo presidente di Confindustria Squinzi che parla proprio il sindacalese quando definisce “macelleria sociale” la manovra del governo.
Mentre l'ex governatore siciliano Totò Cuffaro smaltisce a Rebibbia (chis sà se lui e Lusi prendono l'ora d'aria insieme) i suoi otto anni di galera studiando Economia politica e Diritto ecclesiastico, l'attuale presidente Raffaele Lombardo, presto dimissionario, annuncia che in futuro coltiverà piantine di marijuana. Anche se poi precisa all'intervistatore di Radio 24 che era solo una battuta, ci chiediamo sommessamente, non è che qualcuno, più o meno quasi tutti i nostri politici, visto il panorama di rovine che abbiamo intorno, qualche canna nel frattempo se l'è già fumata?
Ai confini della realtà
- Venerdì 13 Luglio 2012 13:18


