Sat11222014

Back BLOG Costanza Firrao - Memorie dal seminterrato Il tricolore, i leghisti e la Digos

Il tricolore, i leghisti e la Digos

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Caro ministro degli interni Cancellieri, nel corso della manifestazione della Lega a Milano, è stato esposto, nelle vie adiacenti, uno striscione lungo una trentina di metri del tricolore. La Digos milanese, con la motivazione di "turbativa dell'ordine pubblico" lo ha fatto rimuovere. Giudico l'atto, da comune cittadina, offensivo e irridente nei confronti della bandiera italiana, simbolo dell'unità del paese. Da anni ormai siamo abituati alla pesante propaganda della Lega Nord contro l'Italia, i suoi simboli, le sue istituzioni. Siamo assuefatti alle tristi e pacchiane esibizioni di un partito e del suo altrettanto triste e pacchiano leader che non esitava a dispensare consigli "igienici" su come utilizzare lo stendardo. Abbiamo subito la beffa e l'oltraggio che quel leader fosse, nell' ultimo governo Berlusconi ministro delle riforme istituzionali e che insultasse tutti con libero rutto e libero dito medio. Domenica 22 gennaio, lo stesso, insulta l'attuale presidenza del Consiglio nella persona del professor Monti con parole indicibili. Direi che la misura è colma, extra-colma, egregia ministra. Da censurare non è il tricolore ma gli osceni e insultanti simboli di un partito che non ha nulla a che vedere con la Carta fondante della Repubblica italiana e con le sue istituzioni democratiche. E tanto meno con la Costituzione dell'Unione europea e con le sue istituzioni che si presumono democratiche. La invito pertanto a rimuovere con urgenza dal suo incarico il responsabile della Digos per manifesta dimostrazione di inettitudine, ignavia e mancanza di senso dello Stato.
 


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