Sun12212014

Back BLOG Costanza Firrao - Memorie dal seminterrato Nuovi partiti o partiti nuovi

Nuovi partiti o partiti nuovi

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Tra meno di un mese si vota di nuovo, per le amministrative, in molti comuni italiani. I partiti si presentano in ordine sparso, le vecchie coalizioni frantumate, e, all'interno degli stessi soggetti politici, risse, faide, candidati fratelli coltelli. La fiducia nei partiti è ai minimi storici che nemmeno ai tempi di Tangentopoli. Saggezza e lungimiranza consiglierebbero un cambio di marcia, meglio, un'inversione a U, un'autentica rivoluzione. Della serie spalancate le finestre, fate entrare aria pulita, rinunciate a finanziamenti e privilegi, eliminate l'usato non più sicuro, abusato e scadente (vero Bersani?), rientrate in contatto con il vostro elettorato deluso. E comunque siete già troppi, dentro e fuori il Parlamento. Non hanno ancora capito che se va avanti così, non sarà l'"antipolitica" a vincere ma l'atto squisitamente politico di tanti cittadini che non si recheranno alle urne, o voteranno scheda bianca. Forse in fondo in fondo l'hanno capito ma, poiché Dio acceca chi vuole perdere, i nostri corrono ai ripari a modo loro, e pro domo loro, come hanno sempre fatto. Negli ultimi giorni, infatti, impazza il nuovo giochino "Crea il partito, il movimento, l'aggregazione nuova". A destra, al centro e a sinistra. Dunque, proviamo a contarli. Il Pdl diciamo che non esiste più, Alfano fa finta di tenerlo insieme, ma il primo a non crederci è proprio lui. Provano a spaventarlo gli ever green Pisanu e Lambertow (tolto dalla naftalina per la bisogna) insieme a un drappello di senatori, tra cui la più nota è Ombretta Colli (più per essere stata consorte del rimpianto Gaber che per la conduzione negli anni passati, della provincia di Milano). Cosa vogliano fare e proporre non è ben chiaro ma va bene lo stesso. Casini annuncia lo scioglimento dell'Udc per un non meglio precisato Partito della Nazione (anche se ha precisato che non si chiamerà così). Berlusconi, nel frattempo, oltre a maramaldeggiare nei tribunali, incontra in segreto Montezemolo e fa annunciare da Angelino, nei mistici panni di Bernadette, una miracolosa rinascita del Pdl. Bersani punta, come detto sopra, all'usato "sicuro", confortato da un Pd in crescita nei sondaggi. Ma anche nei dintorni dei democratici cresce la fronda, gli ex-margheriti e Fioroni vari scalpitano. Per non parlare della striminzita truppa rutelliana, tramortita dall'affaire Lusi, che somiglia sempre più all'Italia dei Carini, con la polo "Ralf Loren" di quel genio di Crozza, manca solo la Giulia Maria, ma contando che c'è un' Emma in uscita da Confindustria, secondo me ce la possono fare. Di tutto ciò approfitta il buon Grillo che, dicendo una cosa giusta e cinquanta sbagliate, ci prende, visto che la gente è talmente incavolata da appigliarsi a qualsiasi cosa abbia una parvenza di onestà. Che poi il comico genovese spari contro la cittadinanza ai bambini extracomunitari nati in Italia o definisca Bossi una povera vittima del "sistema", è marginale per i fan a cinquestelle. Aggiungiamo a tutto ciò le "gaffes" del governo Monti che tra esodati, abolizione del ticket sanitario per i disoccupati prima introdotto e poi ritirato, giusto per fare due esempi a    caso, non fa molti sforzi per acquistare popolarità. La situazione è tragica ma nessuno, nel  variegato mondo politico italiano, sembra accorgersene. Sfornare partiti,  formazioni, liste che sono solo un rimescolamento dei vecchi attori politici serve solo a peggiorare il quadro esistente. Una verniciatina, un ritocchino, una pennellata di fard sulla faccia decadente di una vecchia star non la fa apparire più giovane ma solo più oscena. E, a proposito di pennello, ricordate la pubblicità che giocava sul "pennello grande" e il "grande pennello"? Di nuovi partiti non si sente proprio la mancanza, di partiti rinnovati, trasparenti, seri, che sappiano svolgere la funzione per cui sono nati, quella di rappresentare le istanze e i bisogni dei cittadini, ecco, questa è l'unica cosa di cui abbiamo bisogno. Ma il cambiamento, purtroppo, non è alle viste.


 

 



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