Thu10022014

Back Economia Economia Fornero: «Senza aggregazione l’industria italiana rischia»

Fornero: «Senza aggregazione l’industria italiana rischia»

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L’autunno «non sarà facile», secondo Elsa Fornero, perché «questa crisi, lo abbiamo visto con i dati di ieri, è molto pesante e mette a rischio il futuro industriale del paese». Per il ministro del Lavoro, la crisi dell'industria che colpisce l’Italia «mette a rischio il lavoro». Per questo, è «sull'industria che dobbiamo puntare e lavorare tutti insieme». Molte sono le responsabilità in campo: «Ci sono responsabilità del credito, ma anche responsabilità degli imprenditori stessi che devono avere un atteggiamento più volto a investimenti e ad aggregazioni».

Il ministro ha insistito proprio sulle necessità di investimenti e aggregazioni. Questo settore «richiede molti investimenti» e pertanto «bisognerà vedere se ci sono in Italia le risorse per un'industria competitiva nel medio e lungo periodo. Questo - ha evidenziato - richiede aggregazioni. Mentre si lavora nell'immediato, occorre lavorare in una prospettiva di medio periodo perché l'Italia non perda questa industria».

Fornero ha parlato, a Radio anch’io, anche del caso Ilva. Quella del tribunale del riesame di ieri, ha detto, «è una decisione equilibrata» con la quale «si rifiuta la contrapposizione lavoro e salute e si cerca un equilibrio. Deve essere possibile lavorare in una industria in condizioni che non mettono a rischio la salute e all'ambiente». Per il ministro siamo di fronte a una «direzione positiva», a una sentenza «che richiede a tutti collaborazione in modo immediato e cogente per far sì che la bonifica avvenga in tempi rapidi».

Più in generale la titolare del Welfare invita a riflettere su «cosa deve essere della industria siderurgica nel nostro paese, è una industria importante, che richiede molti investimenti, bisogna vedere se ci sono in Italia le risorse perché, nel medio e lungo periodo, possa continuare a essere competitiva» e per far questo, ha ribadito, servono aggregazioni per fare in modo che l'Italia non perda questa industria.



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