«Tra infrastrutture, lavori, investimenti a favore delle aziende che investono, recupero dello scaduto, stiamo parlando di oltre 100 miliardi di interventi anche nel breve medio periodo». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, parlando delle iniziative che sta portando avanti l’esecutivo per favorire la crescita.
«Le iniziative che sta portando avanti il governo - ha detto il ministro - fanno ben sperare che nel corso dell'anno si possa cambiare segno. Si stanno creando tutte le condizioni per far sì che il paese possa rimettersi a crescere facendo e accelerando sia riforme sia l'afflusso di risorse». E ancora: «Il lavoro di questo governo è molto difficile e chiunque voglia dare una connotazione di altro genere lo rende semplicemente più difficile».
Il ministro dello Sviluppo ha poi spiegato che è chiaro che ci sono resistenze, «ma sulla spending review ho la sensazione che ci sia grande disponibilità, grande voglia». «I cittadini – ha aggiunto Passera - chiedono cose concrete molto forti che compensino i sacrifici che bisogna tutti insieme fare per portare il paese al di là del guado». Sulla revisione della spesa, prosegue Passera, «vedo che molte idee stanno venendo fuori: è chiaro che ci sono resistenze, bisogna dire dei no, bisogna dire dei non più e che d'ora in avanti è un'altra cosa. Noi ci mettiamo la nostra parte con la possibilità di versare questi recuperi al cittadino».
«Spending review - ha detto ancora Passera - vuol dire riduzione ma anche aumento, in certi campi che fanno futuro, innovazione, ricerca, accompagnamento delle aziende e sostegno alle esportazioni. Non voglio entrare nel merito di singole misure, ma lo spazio per ridurre i costi c'é: per esempio regioni meno efficienti di altre si allineino ai migliori performer, ad esempio in campo sanitario». Oppure, secondo il ministro, si potrebbe «andare a recuperare e mettere in comune gli investimenti nel campo dell'informatica» o ancora razionalizzare «investimenti duplicati o triplicati». In ogni caso, secondo Passera, «dobbiamo sapere che non ci sarebbe nessuna forma di crescita senza il controllo dei conti», come sottolineato anche ieri dal premier Monti, anche per Passera «non c'è alternativa se non demagogica al rigore».


