Tutto come da copione: Nicolas Sarkozy ha annunciato ufficialmente la sua candidatura all’Eliseo. «Sì, sono candidato perché ho delle cose da dire ai francesi e delle proposte da fare loro» ha risposto a Laurence Ferrari, presentatrice del telegiornale delle 20 di Tf1, il più seguito dai francesi. L’annuncio della candidatura è un momento fondamentale della campagna presidenziale. Soprattutto per il campo del candidato. Serve per mobilitare i sostenitori, per infondergli fiducia ed entusiasmo e per lanciare rapidamente la campagna elettorale.
Sarkozy ha ripreso i temi che aveva esposto nell’intervista pubblicata sul Figaro Magazine sabato scorso. Destra contro sinistra sono idee del secolo scorso, la Francia deve poter rispondere alle sfide in modo completamente nuovo. Lavoro, responsabilità, autorità, i tre valori su cui punta Sarkozy. Nonostante i sondaggi, gli esperti confidano nelle capacità di recupero di Sarkozy che riesce a dare il meglio di sè nelle situazioni più critiche.
Raphaelle Bacquè e Françoise Fressoz hanno indicato su Le Monde i punti forti del candidato permanente Nicolas Sarkozy: resistenza fisica, fiducia incrollabile in se stesso, disprezzo dell’avversario, forza delle idee e capacità di convincere anche gli alleati più riottosi. Nonostante abbia perso tutte le elezioni intermedie, Sarkozy si dice certo di poter ribaltare i sondaggi sfavorevoli.
L’editorialista di Le Figaro Gaetan de Capèle riconosce al presidente uscente una buona dose di coraggio per aver messo al centro del dibattito il tema della competitività della Francia. Davanti ad un candidato socialista che prospetta nuove assunzioni nella funzione pubblica, maggiore spesa e maggiore pressione fiscale, Sarkozy ricorda che la Francia sta perdendo inesorabilmente terreno nella competizione internazionale a causa degli oneri che gravano sui salari e a causa di una legislazione sociale troppo rigida. L’editorialista ricorda che la Germania, la Danimarca e la Svezia hanno saputo affrontare questi problemi con un discreto successo. Sarkozy vorrebbe aumentare l’Iva, per diminuire gli oneri sociali alle imprese e di conseguenza il costo del lavoro. Anche il concetto di assistenza va rivisto radicalmente: Sarkozy non intende minare i principi che regolano il modello sociale francese ma vuole introdurre l’obbligo di formazione professionale per i disoccupati per facilitarne il reinserimento nel mondo del lavoro. Raccogliendo l’idea del think thank France Défis, Sarkozy sta pensando di mettere le indennità di disoccupazione al servizio del lavoro. In che modo? Versando una parte di queste indennità alle imprese che assumono giovani entro i 30 anni o senior oltre i 45. Con beneficio per tutti; per il disoccupato che verrebbe reinserito nel mercato del lavoro, per l’impresa che realizzerebbe un risparmio sul costo del lavoro e per la collettività.
«Se la Francia è forte sarà protetta», sembra essere il suo slogan elettorale, sottolineando che sarà necessario «fare anche scelte difficili ma necessarie per collocare la Francia nel nuovo mondo».
Andrea Verde


