Alcuni civili e agenti delle forze dell’ordine sono rimasti uccisi in due esplosioni che hanno colpito questa mattina Damasco. I due attentati hanno colpito due edifici, uno che ospita uffici dell'intelligence e un altro che in cui ha sede la polizia criminale. Fonti mediche hanno riferito che almeno quaranta persone sono rimaste ferite e sono state trasportate all'ospedale della Mezzaluna rossa siriana nei pressi della sede del servizio di sicurezza dell’aeronautica. Le condizioni di alcune di loro sono critiche. Una terza esplosione – secondo la Cnn - sarebbe avvenuta sempre a Damasco a bordo di un autobus appartenente a un campo dell'esercito di liberazione della Palestina, ma dalla tv siriana di stato non è arrivata alcuna conferma.
Subito dopo le esplosioni sono scoppiate sparatorie a Damasco e alcuni residenti e altre persone che si erano radunate nell’area dell'attentato sono fuggiti. Un’ondata di attentati ha colpito le grandi citta' siriane negli ultimi mesi e adesso il timore è che Al-Qaeda abbia approfittato di un anno di rivolte contro il regime di Bashar al-Assad per spostare il focus delle sue operazioni, dal vicino Iraq alla Siria.
Il 3 marzo un kamikaze si fece esplodere a Daraa, a sud di Damasco, uccidendo due persone e ferendone una ventina; il 6 gennaio un’autobomba esplose proprio nella capitale 4, uccidendo 26 persone e causando il ferimento di decine di altre, la gran parte civili.


