Con il giuramento di oggi Vladimir Putin torna ufficialmente al comando della Federazione russa, ma l’umore della popolazione è quello degli ultimi sei mesi. I grandi gruppi popolari di opposizione si sono ripresi la piazza incontrando la ferma resistenza delle forze di polizia. In quelle strade c’erano tutti i principali attivisti che alla dirigenza contestano irregolarità nelle ultime votazioni e accusano lo Stato di fare continuo ricorso alla mano pesante e all’intimidazione.
Circa 120 fermi oggi nel centro di Mosca per proteste non autorizzate nel giorno del reinsediamento al Cremlino di Putin. Secondo le agenzie, una cinquantina di persone sono state caricate sui cellulari della polizia intorno alla piazza del Maneggio e altre decine sono state fermate sul Nikitski Boulevard. Il ministero dell’Interno fa sapere che nella giornata di ieri oltre 250 persone sono state arrestate durante la manifestazione che si è tenuta nel centro di Mosca per protestare contro il ritorno dello zar Vlad al Cremlino. Fonti ministeriali precisano che contro di loro potranno essere formalizzate accuse di violenza contro la polizia e incitamento a manifestazioni non autorizzate (molti dei manifestanti hanno cercato di raggiungere la piazza del Maneggio, quando le autorità avevano autorizzato il raduno solo sulla piazza Bolotnaya). Intanto, tra le garanzie di un crescente splendore russo, Putin si è anche impegnato a «rispettare e proteggere i diritti e le libertà dei cittadini».


