Sat11012014

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Repressione a piazza Tahrir: ergastolo a Hosni Mubarak

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Si è concluso dopo dieci mesi e con una sentenza di ergastolo per l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak e il suo ex ministro degli Interni, Habib al-Adly, quello che da molti è stato considerato il processo del secolo. Il primo a carico di un capo di Stato caduto per gli effetti della Primavera araba in cui l'imputato era presente in aula. Un procedimento caratterizzato da scontri giudiziari, testimonianze di alto profilo e potenziali capri espiatori.

Il processo ha registrato oltre 1.600 testimonianze, in gran parte poliziotti e testimoni oculari della rivolta. I racconti più significativi si riferiscono all'incontro tra Adly e un suo stretto collaboratore nel quale il ministro degli Interni avrebbe ordinato di usare più forza possibile contro i manifestanti di piazza Tahrir. Altri testimoni riferiscono della distribuzione di armi alla polizia prima che manifestanti fossero uccisi. Poche informazioni sono invece arrivate dalle testimonianze di alto livello, ovvero dal capo del Consiglio supremo delle forze armate Hussein Tantawi, del capo di stato maggiore Sami Anan, dell'ex capo dell'Intelligence Omar Suleiman e dell'ex ministro degli Interni, Mansour Essawy, che spesso hanno dichiarato di non poter rispondere alle domande.

L'accusa ha quindi riferito in tribunale che le istituzioni statali sono state poco collaborative nel fornire informazioni. Il procuratore generale, che ha chiesto la condanna a morte per Mubarak, si è basato soprattutto sulle testimonianze degli ufficiali piuttosto che su prove concrete che provassero come gli ordini di sparare venissero dall'ex raìs.

Per questo la difesa di Mubarak, guidata da Farid al-Deeb, ha sostenuto che le prove contro di lui non sono sufficienti per provare l'accusa. Deeb ha anche sostenuto che Mubarak è ancora il presidente dell'Egitto e per questo non può essere processato. In un'altra occasione Deeb ha detto che siccome Mubarak è un ex militare deve essere processato in un tribunale militare. Secondo gli esperti legali, la decisione di condannare Mubarak all'ergastolo è dipesa dalla determinazione del giudice di usare a suo carico le prove di aver ordinato l'uccisione di manifestanti.

Tafferugli sono scoppiati nell'aula della corte penale del Cairo dopo la lettura della sentenza. Numerosi spettatori, che per l'ex presidente egiziano avrebbero voluto la pena capitale, si sono infatti scontrati con le guardie del folto servizio d'ordine.



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