In Siria «è in atto un genocidio», e pertanto è proprio in segno di protesta contro quanto sta accadendo in patria che ha deciso di disertare l'ormai ex premier Riyadh Farid Hijab, già ministro dell'Agricoltura, in carica dallo scorso giugno. Lo scrive lo stesso Hijab in un comunicato letto dalla capitale giordana Amman, dove è nel frattempo fuggito insieme alla famiglia, dal suo portavoce Mohammed al-Otri all'emittente satellitare pan-araba al-Arabiya. «Oggi annuncio la mia defezione dal regime dello sterminio e del terrore, e mi unisco ai ranghi della rivolta», recita la nota. «La Siria sta passando attraverso i peggiori crimini di guerra, il genocidio e i barbari assassinii, i massacri perpetrati contro cittadini disarmati», è la denuncia.
Hijab, 45 anni, un sunnita originario della provincia nord-orientale di Deir Ezzor, già alto dirigente del partito dominante del Baath, è la personalità di rango più elevato ad aver finora abbandonato Bashar al-Assad.
Confermando le indiscrezioni filtrate precedentemente dagli ambienti dell'intelligence giordana, Otri ha precisato a sua volta che il proprio superiore e i congiunti si trovano adesso in un non meglio specificato luogo sicuro nel paese confinante. La fuga di Hijab è stata tenuta nascosta dalla televisione di Stato siriana, stando alla quale ufficialmente sarebbe invece stato «destituito».


