«Quando vengono violati i diritti soggettivi e i principi democratici lo sport non può voltarsi dall'altra parte». Ad affermarlo è il ministro dello sport Piero Gnudi dopo la presa di posizione netta del cancelliere tedesco, Angela Merkel, sulla vicenda della leader dell'opposizione ucraina Yulia Tymoshenko. La dichiarazione del Ministro si innesta nel crescente dibattito internazionale sul caso della leader dell'opposizione ucraina, che ieri ha avuto una accelerazione dopo le rivelazioni del settimanale tedesco Der Spiegel, secondo cui la cancelliera Angela Merkel annullerà la prevista partecipazione a Euro 2012 se la Tymoshenko non sarà rilasciata prima del fischio di inizio.
Secondo il settimanale, il gesto di Merkel indurrebbe altri componenti del governo a disertare il torneo già colpito dall'annunciata defezione del commissario Ue alla giustizia, Viviane Reding. La Reding aveva inviato una lettera a Michel Platini, presidente dell'Uefa, rendendo noto che declinava l'invito a presenziare alla partita inaugurale per le «preoccupazioni» legate alle condizioni della Tymoshenko e augurandosi che «altri riflettano sulla opportunità di andare in Ucraina». Oggi il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha informato di non avere intenzione di recarsi in Ucraina durante il torneo.
Intanto la Uefa segue con molta attenzione l'evolversi della situazione politica e sociale in Ucraina e non esclude come «extrema ratio» l'ipotesi di rinviare gli Europei in programma quest'estate. Ad affermarlo è Martin Kallen, direttore operativo dell'Uefa e responsabile in Ucraina dell'organizzazione del torneo, al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung.
«Ci sarebbe solo una possibilità. Si potrebbe pensare di rinviare il torneo ad un altro anno», ha detto Kallen, escludendo allo stesso tempo l'ipotesi che le partite programmate in Ucraina possano giocarsi in Germania o in altri paesi limitrofi.


