Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro, con sfumature diverse, hanno rappresentato e rappresentano due leader in grado di costruire, insieme a altre culture politiche cattoliche e riformiste ,un area nazionale, legalitaria e costituzionale in grado di mettere definitivamente in crisi il bipolarismo grigio e fallimentare nel quale moltissimi italiani,specialmente giovani e non garantiti, non possono più identificarsi. Per questo, dopo la straordinaria affermazione nei referendum, dei quali solo Di Pietro può realmente intestarsi politicamente la vittoria e dopo il suo recente e contestatissimo intervento in Parlamento,penso sia naturale che tutta l’area dell’opposizione al declinante e malconcio asse Pdl Lega, che non si riconosce nell’egemonia culturale e politica della sinistra italiana, debba, con lungimiranza e generosità, aprire una nuova fase e verificare la possibilità di un Polo che sia sempre meno “di centro”e sempre più innovativo,legalitario e patriottico.
Serve uno sforzo e una capacità di sparigliare le carte: ma la costruzione di una alleanza ,e in prospettiva di un Partito della Nazione, che parli di legalità,dignità nazionale e giustizia sociale può rappresentare la vera novità del panorama politico italiano.
Per dare voce e rappresentanza a quel patriottismo repubblicano che vuole andare oltre Berlusconi ma anche oltre il conservatorismo retorico della sinistra.
Può essere l’inizio di una nuova storia











