Da come ne ha parlato durante la famosa intervista su rai due, Terry de Nicolò deve aver subito torti inenarrabili da qualche "racchia", il simpatico epiteto con cui a Bari e non solo si bollano le ragazze o le donne che non corripondono appieno ai canoni di "bellezza" vigenti che sono dettati dagli "esteti" come Berlusconi. Certo, l'antica lezione del Kalos kai agathos (e cioè che alla bellezza del corpo dovesse di necessità accompagnarsi la nobiltà d'animo, per cui Socrate appare bello agli occhi di Alcibiade, bellissimo a sua volta ma non certo uno stinco disanto. e alla fine ci resta nella mente e nel cuore quell'amore invincibile che il giovane squalo (oggi sarebbe a suo agio in parlamento fra le fila del PDL) prova per il suo saggio maestro "che somiglia a un Sileno", come viene descritto Socrate. Forse stiamo gettandoperle ai porci, ma alla fine il punto non è se Terry sia capace davvero di vendere sua madre per fare carriera o se Giampi tarantini abbia vissuto un giorno da leone solo per essersi scaldato al sole dell'Imperatore.
Il vero punto siamo noi, tutti gli altri: siamo ancora capaci di distinguere fra grano e loglio? Siamo ancora in grado di dire un affettuoso ma va a....a questa poveretta, a questo pezzo di legno con uno straccetto Prada sopra? O anche noi, con l'aria convinta e feroce che hanno tutti i corrotti che si credono nel giusto, ripetiamo che "se non fai così non fai il bisnis". Il punto è questo: se il berlusconismo è un'infezione sociale, quanto ne siamo infettati?
La riscossa delle racchie
- Domenica 18 Settembre 2011 17:22


