La pochade rubata dal video di repubblica.it basterebbe da sola a darci l'idea esatta di che razza di tempi grami stiamo vivendo. Un ministro che del cretino all'altro e anche se siamo tutti d'accordo con Tremonti, sentiamo che il livello istituzionale è bassissimo. Una classe di bamboccioni indisciplinati, un po' carognette con il compagno di banco stucchevole e querulo che parla e straparla senza che nessuno, manco la maestra, lo stia a sentire. Ecco, questo è il quadro. Quei bamboccioni carognoni, però, hanno in mano le nostre vite e i nostri destini. Non sono giovani virgulti, un po' scapestrati, che si annoiano durante la lezione. Stanno illustrando nientemeno che la Manovra delle manovre, quella che in realtà è il libro dei fallimenti, delle promesse non mantenute, delle iperboli bugiarde, delle grandi opere inutili e delle piccole cose mai fatte e urgentissime da fare. A loro pare importare davvero poco, tanto hanno tutti soldi e case al sicuro, magari in qualche paradiso fiscale.
E a parte i beoti leghisti, ferocemente attaccati ad un particulare che mai potrà coincidere con l'universale, tutti sanno che è ora di smantellare le tende, arraffare i fagotti e via. Lui, l'artefice e l'ispiratore dello sfacelo, è sempre più sfatto e triste, sempre meno goliarda e buzzurro. Lui, il leader di questo nulla politico che è diventata l'Italia, pensa che nel 2013 si ritirerà, ormai quasi ottantenne, lascerà il posto a Gollum Alfano e spedirà il fido Cockerino Gianni Letta al quirinale, manco fosse cosa solo sua.
"Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento". (S.Quasimodo)


