Ha ragione l’on. Fini quando afferma che è necessario dimezzare il numero dei parlamentari e porre fine al bicameralismo perfetto. In una fase economica particolarmente grave come questa non è possibile chiedere sacrifici agli italiani e poi non intervenire sugli sprechi dell’amministrazione pubblica. Sul finire della trasmissione televisiva Ballarò il direttore Mieli ha proposto le stesse cose dette dal Presidente della Camera ed è parso che tutti i presenti fossero d’accordo sulla necessità di tali interventi, e tra questi anche lo stesso ministro ed ex “colonnello” di Fini, La Russa. Strano, però, questo concordare del ministro perché egli, attuale “colonnello” di Berlusconi, sa benissimo che si trova ad operare in un governo dove il Presidente è anche il “proprietario” “dell’azienda” Pdl. È come dire che Berlusconi dovrebbe riunire tutti i suoi eletti e dire loro che la metà non sarà riconfermata, insomma licenziata perché c’è la crisi e ci sono personaggi “cattivi” come Fini che spingono verso questi provvedimenti.
Alfano, “vox” di Berlusconi, sa benissimo che parlare di riforma elettorale è un espediente per tirare a campare quanto più è possibile solo perché il capo dell’"azienda” Pdl, una delle affiliate alla “Berlusconi & C.”, non ha alcuna intenzione di licenziare. Sarebbe, di sicuro, una iniziativa che scatenerebbe una presa di posizione negativa nel parlamento da parte di molti degli eletti nel Pdl, con la conseguenza che il prodotto aziendale, in questo caso è il consenso politico, gli verrebbe a mancare definitivamente. Berlusconi ha un pregio, non abbandona mai chi gli è stato fedele fino in fondo e sa ben ricompensarli, per questo gli esprimono devozione e sono tutti allineati e coperti. Probabilmente sarà un fine legislatura che vedrà un iter complicato per la riforma elettorale per via delle proposte citate da Fini, ma, di sicuro, qualora si dovesse andare verso questi provvedimenti, partiranno le grandi manovre da parte del presidente del Consiglio per garantire agli eventuali perdenti “posto” un “lavoro” alternativo, tanto col potere politico che si ritrova sa benissimo come muoversi, in fondo è il “papi” di molti italiani.
Riforma elettorale e azienda Pdl
- Mercoledì 28 Settembre 2011 13:35


