La crisi partitica che in tutta Europa non dà segno di cessare ci porta a confrontarci anche con chi cerca di rispondere “reinventandosi nuovi modelli”. Sta succedendo da alcuni anni in Italia (si veda il "fenomeno" Grillo) e accade ora in Germania con i “Pirati”. Ne avevamo parlato due settimana fa, quando un sondaggio del canale RTL li dava al 13%, che ha consacrato il passaggio da piccolo gruppo di hacker a forza politicamente significativa in un lasso di tempo incredibilmente breve. I motivi della crescita sono evidenti a tutti, ma il partito potrebbe riuscire a cambiare radicalmente la politica tedesca?
In primo luogo i "Pirati" devono accordarsi su chi rappresentano davvero in Germania, prima di reinventarsi la politica. Dopo mesi di proteste il loro obbiettivo è cambiare radicalmente linea, abbandonando la sterile protesta e stabilendo nuove regole e un nuovo modo di impegnarsi. Resta un problema delicato, l'infiltrazione di soggetti di destra radicale (fonte di potenziale imbarazzo per il movimento), ma ciò non scalfisce il leader del movimento, Sebastian Matthias Ner: classe 83, bioinformatico laureato all’Università di Tubinga.
I sondaggi mostrano che i Pirati potrebbero addirittura superare il 13% questa domenica, così staccherebbero di molto i Verdi: quasi un tedesco su tre ha dichiarato di votare per i Pirati. I sondaggi, però, dicono anche che i Pirati riescono a essere trasversali, captando voti anche dai liberali del FDP: secondo Jasmin Maurer, 22 anni, la più giovane eletta nel parlamento del Saarland, il programma dei Pirati nasce come progetto di rivoluzione digitale e questo li ha resi subito attraenti; in più loro parlano di parità delle identità sessuali, di politiche per la difesa dei diritti civili, per la famiglia, per la salute e per la legalizzazione delle droghe. Il partito, fin dall'inizio, punta a difendere un reddito minimo di cittadinanza; al momento manca ancora del tutto un programma di politica estera (e l'assenza non passa inosservata).
Le loro idee sono su internet, la Rete e i computer sono gli strumenti con cui sviluppano le loro politiche: tra loro comunicano e discutono su un Pad Pirate, un documento on-line a cui tutti possono contribuire, il portavoce Christopher Lauer promuove le proposte anche su Twitter, dove ha attualmente 14.000 mila follower. In questo modo, bastano solo pochi click perché un'idea Lauer raggiunga la maggior parte della base. Funzionerà il grande esperimento?
Reinventare la politica: in Germania ci provano
- Giovedì 26 Aprile 2012 20:38


