Sat11012014

S.u.a. obbligatoria?

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Amministrare un Comune oggi, per certi versi, è simile ad avere la maggioranza nel Cda di un’azienda il cui patrimonioè proporzionale alla grandezza (demografica e di beni) della cittadina che si guida.
I Sindaci, con la loro giunta, apparentemente, si limitano a tracciare le linee programmatiche del proprio mandato che poi saranno concretizzate dai diversi dirigenti d’area. Si assiste a uno slittamento (formale) di responsabilità, e quindi di gestione pratica, che glissa dal politico al tecnico, ma tali “capo area” (non nascondiamoci dietro un dito) sono, nella maggior parte dei casi, (costretti o fedeli) “uomini” dellamaggioranza; quindi, anche se il Primo Cittadino non “firma” non è né all’oscuro né non-responsabile delle scelte prese...
La nuova“Azienda-Comune” gestisce fiumi di denaro (spesso compartecipati da Europa o Regione) per imbandire gare che dovranno essere espletatedal piccolo ufficio tecnico del Municipio. Fiumi di denaro sicuri, attraenti...

Un servizio che lo Stato offre agli Amministratori per gestire questi soldi con sicurezza, con tranquillità, è la Stazione Unica Appaltante (S.U.A.) i cui  obiettivi sono (da  http://www.sau.provincia.caserta.it) :
-    La spersonalizzazione dell'attività amministrativa nel delicato settore degli appalti pubblici, in modo da fornire un valido strumento di tutela agli Enti locali contro pressioni e condizionamenti e da ottimizzare, per tale via, l'attività di prevenzione e contrasto di infiltrazioni criminose;
-    Il sostegno amministrativo ai piccoli comuni ed all'intero sistema delle autonomie locali, attraverso una strutturata azione di partenariato istituzionale, secondo il principio costituzionale di leale collaborazione.
 La S.U.A.espleta le gare d'appalto di importo pari o superiore a € 250.000,00 per lavori, e pari o superiore ad € 50.000,00 per forniture e servizi.

In sostanza si tratta di un Servizio che non procura effetti collaterali, anzi li previene. Eppure non tutti i Comuni sono pronti ad aderirvi.
Lo Stato, molte volte, offre “la scelta”, guarda dal monte lo scorrere del fiume senza voler intromettersi per principi di libertà e fiducia: principi che ricordano la“Falsaidea di utilità” di Beccaria, ovvero“quella che sacrifica mille vantaggi reali per un inconveniente o immaginario (ideologico e non pragmatico ndr) o di poca conseguenza ”.
Per salvaguardare le amministrazioni da pressioni e condizionamentiè necessario attuare azioni drastiche ed esteriormente illiberali: perché non rendiamo la S.U.A. obbligatoria?



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