Gli italiani hanno molti vizi. Uno dei peggiori è quello di aver paura di chiamare le cose con il proprio nome; un esempio lampante è il dibattito in corso sulle differenze tra destra e sinistra. Molti hanno paura di dire una cosa che per me è evidente, e cioè che normalmente esiste una diversità antropologica tra le persone di destra e quelle di sinistra. Perfino una persona come Rosy Bindi, che ha l'abitudine di parlare in modo molto schietto, sente la necessità di distinguere tra diversità politica e diversità antropologica. Ma la diversità antropologica tra destra e sinistra c'è tutta. Quelli di destra sono poco tolleranti verso le diversità (immigrati, omosessuali, zingari, ecc.), poco tolleranti nei confronti delle libertà civili (divorzio, aborto, contraccezione, ecc.), poco tolleranti nei confronti delle libertà sindacali (scioperi, manifestazioni, cortei, ecc.), poco tolleranti nei confronti della delinquenza. Ma si sono anche dimostrati molto tolleranti nei confronti del degrado morale e istituzionale verso cui Berlusconi ha portato l'Italia. Inoltre le persone inquisite e gli scandali che coinvolgono parlamentari e amministratori di destra oramai non si contano più. Ciò significa che la sinistra è innocente? Naturalmente no.
Il potere corrompe gli animi e molti parlamentari e amministratori di sinistra sono corrotti; le tangenti prese per sé o per il partito sono un fenomeno diffuso. Alcuni amministratori di sinistra rubano più di quelli di destra. Normalmente, però, gli inquisiti di sinistra risultano più tolleranti verso la magistratura, più attenti alla regolarità degli atti prodotti, meno coinvolti in rapporti diretti con la criminalità, più disposti a dimettersi dai loro incarichi. Attenzione, però, perché la corruzione non è solo di tipo economico: c'è anche una corruzione politica. Ad esempio tre amministratori di sinistra molto popolari come l'ex sindaco di Torino Chiamparino e i sindaci di Firenze e Salerno Renzi e De Luca sono stati affetti o sono affetti da altri tipi di malattia. Chiamparino ha avuto uno strano filo diretto con la Lega Nord, Renzi ha uno strano rapporto personale con Berlusconi e De Luca ha una strana concezione dittatoriale della politica.
L'arresto del Consigliere Regionale della Campania del Pdl ed ex sindaco di Pagani Alberico Gambino e di una serie di amministratori, funzionari e delinquenti ha innescato un interessante dibattito che può essere molto utile per un aggiornamento della riflessione su politica, potere e società nel Mezzogiorno. Si tenga presente che Gambino è stato un sindaco molto popolare; nel 2007 è stato eletto per la seconda volta con il 76.71 per cento dei consensi risultando il sindaco più votato d'Italia. Per questo motivo non ha sorpreso molto la difesa a spada tratta che ne ha fatto, interpretando convinzioni diffuse, padre Giovanni Vicidomini, superiore della Basilica di S. Alfonso. Secondo padre Vicidomini Gambino e i suoi collaboratori hanno dato un volto nuovo alla città realizzando molte opere pubbliche, non hanno fatto cose illegali per realizzare queste strutture, non sono capaci di fare cose brutte mentre forse solo il modo in cui si è proceduto non è legale. Padre Vicidomini è convinto che Gambino sarà assolto dalle accuse dei magistrati. Secondo lui l'ex sindaco di sinistra Antonio Donato e l'ex sottosegretario Isaia Sales non hanno fatto niente per Pagani mentre Gambino ha fatto molto. Dice inoltre padre Vicidomini che Gambino è stato incastrato perché si è appoggiato a figure che avevano altri interessi rimanendone vittima; egli non aveva interessi economici ma solo interessi elettorali. Gambino doveva solo essere più furbo e non può essere punito per quello che ha fatto.
A Padre Vicidomini ha risposto Isaia Sales. Secondo Sales il padre superiore di S. Alfonso è andato molto oltre il suo ruolo religioso assolvendo in anticipo Gambino e facendo considerazioni politiche, non religiose. Si è chiesto Sales: è anticristiano lasciare un avanzo di 10 milioni di Euro al Comune dopo aver amministrato 8 anni come ha fatto Donato? Ed è cristiano, invece, sperperare negli anni successivi quel capitale con regalie, elargizioni, sperperi, finanziando le iniziative più stupide, costruendo società come scatole cinesi e riempiendole di onerosi consigli di amministrazione come ha fatto Gambino? È morale assumere nei supermercati e nelle società miste parenti e amici degli assessori e dei consiglieri comunali e non consentire a chi non è della "parrocchia" di partecipare ad alcuna selezione? È segno di moralità cristiana frequentare camorristi e delinquenti, minacciare, intimidire, calpestare qualsivoglia regola? Ha affermato Sales che prima di Gambino, durante il periodo dell'amministrazione Donato, non si vedevano più facce brutte al Comune, non si aggiravano più delinquenti e camorristi per gli uffici. La sua conclusione è che se un prete non si indigna nel leggere che il sindaco della città e i suoi amministratori si accompagnano quotidianamente con camorristi vuol dire che gli uomini di Chiesa non stanno facendo la loro parte per trasmettere ai cittadini quegli anticorpi necessari per contrastare il malaffare.
Come commentare questa interessante disputa? Sales ha sicuramente ragione nel considerare poco cristiana la sottovalutazione, da parte di padre Vicidomini, di molti comportamenti immorali di Gambino: la frequentazione di camorristi, gli sprechi di bilancio, l'irregolarità di molti atti amministrativi. Su queste questioni il prete ha torto marcio. Sales ha meno ragione quando afferma che Gambino ha favorito solo gli amici, i parenti e i camorristi perché egli ha dato effettivamente la sensazione di essere a disposizione di quasi tutti per risolvere i loro problemi, lavorativi e non. Naturalmente Gambino non si è fatto alcuno scrupolo, nell'agire in questo modo, di aggirare le leggi, di sprecare denaro o di coinvolgere esponenti di altri partiti, anche di sinistra. Ma ha saputo dare risposte che spesso gli amministratori di sinistra (più preoccupati di rispettare le regole e i condizionamenti esistenti) non riescono a dare. Su questo c'è molta materia di riflessione. Un altro problema è la nomina a direttore della Multiservice, la società che si occupava della raccolta della spazzatura, di un noto camorrista. Sicuramente Gambino ha fatto una cosa moralmente assai censurabile. Questa nomina, però, è derivata anche dalla volontà di risolvere un problema obiettivo: l'impossibilità pratica di far lavorare come avrebbero dovuto gli addetti alla raccolta dei rifiuti. Gambino ha messo in atto quello che molti (compreso Berlusconi) pensano, e cioè che è impossibile risolvere alcun serio problema nel Sud senza scendere a patti con la criminalità. Gambino, naturalmente, ha torto perché con la sua decisione alla lunga il problema rifiuti a Pagani non è stato risolto ma si è aggravato. Ma egli ha fatto una scelta che molti cittadini hanno approvato. Il compito della sinistra è quello di convincere queste persone che, anche nella nostra realtà, si sono altre strade per risolvere i problemi.
Franco Pelella, Pagani (Sa)