La violenza non è mai accettabile. E spedire un pacco bomba. come quello esploso a Roma in mano al dg di Equitalia Marco Cuccagna, è un reato da condannare con durezza. D'altro canto però non si può non registrare come alcuni comportamenti di Agenzia delle Entrate e Equitalia siano avvertiti dalla gente come vere e proprie vessazioni. Proprio come a Pesaro. Che è successo? L'azienda fallisce, il datore di lavoro non paga ai lavoratori l'Irpef e l'Agenzia delle Entrate manda loro le cartelle.
Accade a numerosi lavoratori che in questi girni stanno ricevendo cartelle esattoriali relative al 2003 con cui si richiede il versamento delle ritenute Irpef. Un comportamento questo che ai sensi della normativa fiscale appare legittimo ma non tiene conto di una sentenza della commissione tributaria di Reggio Emilia del dicembre 2008 che stabilisce il principio secondo il quale il lavoratore non è responsabile del mancato versamento delle ritenute da parte del suo datore di lavoro, a condizione che lo stesso lavoratore fornisca prova di aver controllato che tale versamento sia stato eseguito e che tale prova può consistere in una copia del modello Cud per dipendenti o dalla certificazione dei compensi. Il problema è che, nella lettera inviata dall'Agenzia delle Entrate ai lavoratori, non c'era nessun riferimento a questa possibilità e numerosi sono stati quelli che hanno ottemperato al pagamento. Il consiglio di Futuro e Libertà è quello di pagare nel momento in cui arriva la richiesta per poi attivarsi per presentare ricorso ai sensi della sopracitata sentenza.
La segnalazione era già stata fatta tempo fa dal segretario provinciale di Fli Antonio Napolitano. Sulla questione è intervenuto anche Daniele Silvetti, capogruppo di Fli in Regione Marche, che con un'interrogazione al governatore Spacca al quale è stato chiesto di attivarsi presso la Direzione Generale delle Entrate per far conoscere la gravosa situazione e, di concerto con l'Ente, trovare una soluzione per non penalizzare oltremodo dei lavoratori attualmente disoccupati e in un difficile status economico e finanziario.

