Dopo la dichiarazione di guerra di Mario Monti agli evasori e l'annuncio di Attilio Befera su futuri blitz, prosegue inevitabile il dibattito sull'iniziativa del fisco a Cortina. L'84 per cento dei partecipanti alla domanda del giorno proposta ieri da Sky Tg24 condivide le dichiarazioni del Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, che ha detto che la lotta all'evasione fiscale deve essere alla pari di quella al terrorismo. Il 16 per cento, invece, non è d'accordo. Che forse al 16 per cento sia anche il Popolo della libertà? Una provocazione che ci permettiamo di fare alla luce delle dichiarazioni di diversi esponenti dello stesso partito sul blitz a Cortina.
Secondo Ignazio La Russa, gli uomini del fisco «hanno deciso di fare show» con il blitz a Cortina, perché «esiste un registro per le automobili e basta incrociarlo con le dichiarazioni dei redditi» per ottenere lo scopo della lotta all'evasione. Più cinematografico il giudizio di Fabrizio Cicchitto che ha parlato di «una sorta di operazione militare concentrata su una singola località considerata meta dei ricchi». «'Non tradurre la giusta lotta a questa piaga in operazioni di puro esibizionismo», aggiunge.
Amante del cinema anche del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi: «Mi ribello assolutamente ad uno Stato di polizia fiscale. Che aggiunge: «Non mi è piaciuto molto lo spettacolo degli agenti della Guardia di finanza schierati stile film americano anni Venti, “arrivano i nostri”, “l'Fbi contro la mafia”. Mi preoccupa quando si rischia la spettacolarizzazione o la repressione totale». Ma la guerra all’evasione non deve essere forse totale?
Più paranoico è il commento di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, secondo il quale è vero che la lotta all'evasione fiscale va certamente proseguita in un paese come il nostro, che ha ancora una consistente porzione di economia in nero. «Ma tale lotta va condotta con metodi liberali, e non con strumenti illiberali». Ed ecco la soluzione, allora: «La lotta liberale all'evasione si fa, per limitarmi a tre esempi, abbassando le tasse, o anche rendendo scaricabili molte spese, o attraverso i concordati fiscali (cose molto diverse dai condoni, di cui non c'è invece a mio avviso bisogno)». Smentisce Tremonti? E comunque secondo Capezzone «la lotta illiberale è invece quella fatta con sequestri, ipoteche, pignoramenti, blocco dei conti correnti». Ma senza provvedimenti duri, la storia italiana insegna, i risultati scarseggiano.
Dalla casa del Pdl parla anche Anna Maria Bernini che definisce «uno strano gioco quello posto in essere dal governo sulla lotta all'evasione. Una campagna fatta di azioni spettacolari e di proclami alla Torquemada, come quelli affidati dal dottor Befera a ogni canale mediatico disponibile, e in ultimo alle colonne di Repubblica».
A difendere Cortina e la sua gente (non certo i residenti ma i cotonati ospiti) è Daniela Santanchè che non ha dubbi: iniziative come quella di Cortina «danneggiano il turismo nazionale». E allora «Befera si dimetta». Per difendere l’onorabilità di quei territori, si presume, intervengono anche esponenti politici indigeni. Come Luca Zaia. «Speriamo – afferma – che non sia solo un'operazione mediatica della quale ha fatto le spese sempre la gallina dalle uova d'oro. I veneti non hanno nulla contro i controlli. Trovo inspiegabile un blitz come quello nella località bellunese fatto nel cuore del periodo delle vacanze quando gli operatori dedicano il massimo sforzo e concentrazione per i loro clienti». Poi si ricorda di essere leghista e di Monti dice: «Adesso si adoperi perché i controlli, come quelli avvenuti a Cortina, si verifichino anche al Sud, dove l'evasione è molto più elevata che al Nord». E ti pareva.
Ma non finisce qui, perché sulla stessa scia e con lo stesso spirito di patriottismo locale parlano Giancarlo Gentilini e Maurizio Paniz. Il vicesindaco leghista di Treviso invita il fisco ad andare negli stabilimenti balneari. Ma mica quelli di Jesolo o Lignano Sabbiadoro. Gentilini parla dei lidi balneari «al Sud, magari abusivi e della mafia». Poi c’è Maurizio Paniz, ugualmente veneto, secondo cui «la spettacolarizzazione di controlli legittimi danneggia Cortina e la laboriosità dei suoi cittadini» e si augura che i controlli si verifichino anche «a Capri, Taormina o in Costa Smeralda». Starà pensando di passare tra le fila del Carroccio?
Dal Sud interviene la deputata Pdl Nunzia Di Girolamo che punta il dito contro «il grande conflitto di interessi nel quale vive Befera, nella qualità di controllore e controllato». E dal Nord le dà man forte il collega Guido Crosetto che, addirittura, chiede una commissione di inchiesta sulle «distorsioni e gli eccessi che si sono verificati all’interno dell`Agenzia delle entrate e di Equitalia».
Critiche arrivano anche dall'area di centrosinistra. A parlare oggi è l'ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco. Che parla un po' alla La Russa, aderendo alla tesi dello «show». Perché, afferma, il blitz degli ispettori del fisco a Cortina «sono cose che si fanno ogni tanto ma non particolarmente incisive, salvo l'effetto di annuncio o di propaganda».
Una domanda per concludere: ma non è più semplice pagare tasse e imposte?











