Dopo un'affluenza calata di circa 6 punti, si sono chiuse le urne. E ora inzia lo spoglio nei quasi mille comuni italiani chiamati a rinnovare i sindaci e i consigli municipali. Dai primi dati (sondaggi dell'ultima ora, exit poll, proiezioni) emergono le prime tendenze. A Genova il candidato della sinistra Doria vicino al 47 per cento se la vedrà con Musso, espressione della società civile "a ispirazione partito della nazione". Va meglio al leghista ribelle FlavioTosi a Verona (con un risultato tra il 55 e il 60 per cento, mentre il candidato del centrodestra, Pdl con Udc e Fli si fermerebbe all'otto).
A Palermo è in testa Leoluca Orlando mentre per il ballottaggio si sfidano il vincitore delle primarie Pd Ferrandelli e Massimo Costa (Pdl e Udc), ma dovrebbe prevalere il primo. Una disfatta, quella del Popolo della libertà che secondo Ignazio La Russa dipende dalla scelta di candidati «sbagliati».
Ma il dato più clamoroso è a Parma: in vantaggio l'esponente di centrosinistra, ma al ballottaggio potrebbe trovare come sfidante il candidato grillino che ha superato il 20 per cento delle preferenze, mentre nella città del comico i grillini vanno oltre il 15 e a Verona raccolgono all'incirca l'11 per cento. La partecipazione, come da previsioni, è in forte calo: -6,2% rispetto alle consultazioni precedenti. Anche questo un segnale preciso dell'elettorato, oltre alla scelta di candidati e liste non espressione della politica tradizionale.


