Il parlamento fermi i "femminicidi”. Le violenze sulle donne hanno causato già 54 vittime dall’inizio dell’anno, per questo ecco una nuova pressante sollecitazione a combattere la piaga della violenza raccogliendo centinaia di adesioni. La rete delle donne “Se non ora quando” venerdì ha lanciato un appello dal titolo "Mai più complici", perché la tragedia del femminicidio scuota le coscienze e imponga ai media di non relegare in poche righe "l'ennesimo" assassinio di una donna.
In poche ore sono fioccate le adesioni, da Susanna Camusso a Livia Turco, da Renata Polverini ad Anna Finocchiaro, dalla scrittrice Rosetta Loy a Roberto Saviano, che annota su Twitter: «È una mattanza: 54 donne uccise dall'inizio dell'anno per mano di mariti, fidanzati, ex. È ora di chiamare questa barbarie femminicidio». E il segretario del Pd Bersani aggiunge: «Si uccidono le donne, le uccidono i maschi. È ora di dirlo, di vergognarcene. Dobbiamo fare qualcosa». Nichi Vendola, leader di Sel, aderendo all’appello propone di «costruire da subito una forte reazione culturale, sociale e politica contro l'insopportabile sequenza di violenza, sopraffazione, morte nei confronti delle donne nel nostro Paese». Mentre il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, rammenta che «quasi tutti gli assassini erano ben conosciuti alle loro vittime, come uomo penso sia necessario impegnarmi affinché questa violenza persecutoria possa arrestarsi».
Nell’appello "Mai più complici" si legge: «È ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l'orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell'indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi femminicidi. È tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d'Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dalla civiltà».


