«Un referendum sull'euro e sulla ristrutturazione del nostro debito è sempre più necessario». A dichiararlo è Beppe Grillo sul suo blog dal quale sferra un attacco a Giorgio Napolitano e a Mario Monti. «Ci vediamo in Parlamento (nonostante Napolitano) sarà un piacere», aggiunge il leader del Movimento 5 stelle.
Grillo ricorda che Mario Monti «giorni fa, ha dichiarato al Wall Street Journal, punto di riferimento dell'informazione economica americana, che se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1.200 o qualcosa di simile. Con questa affermazione ha chiarito che lo spread non dipende, e non dipendeva, dalla salute economica dell'Italia. È un fenomeno esogeno. Da novembre 2011, il nuovo governo, installato con un colpettino di Stato, con Monti senatore a vita la sera e presidente del Consiglio il giorno dopo, ha ottenuto una caduta verticale del disastro lasciato da Berlusconi».
Poi Grillo traccia una descrizione da pura catastrofe: «Non si pensava fosse possibile, ma i tecnici ci sono riusciti. È esplosa la disoccupazione, il Pil è negativo, le imprese chiudono a centinaia di migliaia, i tagli ai servizi sociali sono materia di decreto quotidiano, le tasse divorano i redditi. L'Italia è in ginocchio. Lo stesso debito pubblico aumenta con la stessa velocità di quando c'era Tremorti, circa 100 miliardi all'anno».
Poi e la prende con le istituzioni comunitarie e le sue ricette anticrisi e s’improvvisa economista: «Nel 2012 la Banca centrale europea ha destinato mille miliardi di euro alle banche. Quelle italiane hanno comprato titoli su titoli di Stato dall'estero, strangolando allo stesso tempo le imprese che non hanno ricevuto un euro. Ci siamo ricomprati (in parte) il nostro debito pubblico e oggi i titoli all'estero sono scesi a circa il 35 per cento del totale. Non basta. Sarà necessario vendere pezzi dello Stato, di grandi imprese ancora in mani italiane. Un'asta europea per tenere basso lo spread. Ma questo che c'entra con il rilancio della nostra economia?».


