Mentre il paese ricordava la piccola Melissa Bassi, caduta nell’attentato alla scuola “Morvillo-Falcone” di Brindisi, le indagini degli inquirenti hanno cominciato a escludere la pista mafiosa. I rilievi hanno portato polizia e procura verso l’azione terroristica. Già nella tarda serata di ieri si è appreso che due persone sono state sottoposte a interrogatori e verifiche da parte degli investigatori della Digos e della Squadra mobile della questura di Brindisi. Si tratta di soggetti identificati attraverso le registrazioni di una videocamera di sorveglianza, dei quali si stava approfondendo la posizione. Uno di questi è ex militare di professione, esperto di elettronica e parenti con rivendita di bombole di Gpl per uso domestico. Identificazione possibile grazie a telecamere situate nei pressi dell’istituto. Nulla si sa su motivazioni e scelta dell’obiettivo. Poi, qualche ora dopo, gli inquirenti cominciano a parlare di un solo uomo, il probabile attentatore del quale ci sarebbe anche l'identikit. Ignota la nazionalità, forse italiano, dicono; è rimasto lì a guardare, dopo aver azionato il telecomando che ha scatenato l'inferno.
Una scelta folle, ha urlato il paese che ieri si è ritrovato in piazza spontaneamente. I social network hanno veicolato l’invito a non rimanere muti, inermi. Invito immediatamente raccolto. Era una bella Italia quella che a Roma ha gremito la piazza del Pantheon. Manifestazioni ad altissima presenza in quasi tutte le città e i paesi italiani, molto spesso davanti a una scuola. Tutti a esprimere dissenso e rabbia verso un attacco alla vita così infame. “Adesso ammazzateci tutti”, c’era scritto su uno striscione portato in strada da giovanissimi brindisini.
L’Italia ha reagito, dunque, dando una lezione alla classe politica percepita divisa davanti alle grandi sfide del paese. E tra queste anche la lotta alla criminalità organizzata, le necessità di un popolo convinto della necessità di cambiare lasciandosi alle spalle divisioni e impostazioni ideologiche. In alcuni casi è stata proprio la politica a inquinare la partecipazione collettiva di ieri. Bandiere di partiti e sindacati sono apparse, soprattutto a Roma, raccogliendo il disappunto di chi, in quel momento, si sentiva “semplicemente” italiano.


