Il Primo cittadino della Capitale (vota il sondaggio che lo riguarda) come uno Schettino qualunque: accusa la protezione civile di previsioni errate, evoca il complotto e urla all’intera cittadinanza “si salvi chi può”. È la plastica rappresentazione che offre oggi Repubblica dell’assurda gestione dell’emergenza neve a Roma, dove Gianni Alemanno (guarda il video), in quella resa, certifica un abbandono che non è solo deprimente in sé ma anche arrogante e menzognero.
Perde la testa, se la prende con i romani che "non mettono le catene", accusa la Protezione civile che non avrebbe informato per tempo la città eterna. Con la replica che il capo della protezione civile affida a poche ma significative parole: «Sono un uomo delle istituzioni e provo un'amarezza infinita. Pur di proteggere se stesso e dissimulare le proprie responsabilità, c'è un sindaco pronto a distruggere il lavoro e la credibilità di un intero sistema di Protezione civile. È incredibile». Come incredibile è il modo in cui si è arrivati a questa debacle, ampiamente prevedibile e prevista, come dimostrato dalle comunicazioni intercorse tra Comune e Protezione civile, e almeno un atto interno del Gabinetto del Sindaco, che Repubblica ha raccolto.
Ma Alemanno ha fatto esattamente il contrario di ciò che avrebbe dovuto. Per poi affidarsi (in colposo ritardo) a richieste assurde, come quella sugli spazzaneve, inutile, visto che il Dipartimento non ha mezzi propri. O come quella per ottenere 50 tonnellate di sale, ancora più surreale, perché su Roma nevica ormai da oltre 12 ore e il sale, lo sanno tutti, va sparso prima che la neve attecchisca. E dulcis in fundo l’ultima: «Voglio l'esercito», chiede a Gabrielli confondendolo con il Prefetto, l'unico che per legge ha il potere di disporre l’uscita di mezzi e uomini dalle caserme. Come dire: le ha provate tutte ma nessuna nei modi e nei tempi giusti.
Intervistato da Sky tg24, Alemanno dice che le informazioni che l'amministrazione ha diffuso e che si sono rivelate errate, dipendono da quello riferito al Comune dalla Protezione civile. Quindi, continua il sindaco, la responsabilità è della Protezione civile, e aggiunge: «Dopo Bertolaso, in Italia non esiste più Protezione civile, solo passacarte, passano notizie ai comuni, e le passano anche male».