Renzo Bossi si è dimesso dal consiglio regionale della Lombardia, per «senso di responsabilità» e per «evitare altri attacchi a mio padre», «pur non essendo indagato». Almeno per ora, però. Perché le rivelazioni del suo autista e guardaspalle potrebbero indurre la magistratura a maggiori riflessioni su di lui. È emerso, difatti, che il suo aiutante prelevava di continuo denaro dal conto corrente della Lega per le necessità quotidiane del figlio dell’ex leader leghista.
Una decisione, quella di lasciare il Pirellone, arrivata mentre l’ira della base è ai massimi livelli e darà una prova del suo umore proprio oggi. A Bergamo è stata organizzata la manifestazione "dell'orgoglio leghista". Sarà in quella sede che i militanti avranno le loro risposte. È quanto garantito da Roberto Maroni che ieri ha voluto far sentire la sua voce su Facebook: «Venite a Bergamo e avrete le risposte. Pulizia pulizia pulizia, mi sono francamente rotto di Cerchi Magici e Culi Nudi», sapendo di intercettare le richieste di una buona parte dell’elettorato e della militanza leghista.
Nel frattempo la riflessione continua anche all’interno del partito, in modo più disteso dopo l’addio di Umberto Bossi. E proprio una sua fedelissima potrebbe essere la prima a farne le spese. Le dimissioni di Rosy Mauro dalla vicepresidenza del Senato? «Opportune» secondo Roberto Calderoli. Sfodera un commento “puramente leghista”, invece, Daniele Belotti: «Chi si è comportato così non merita di stare nel movimento. Se qualcuno si è approfittato della sensibilità e dall'impegno dei militanti come pare abbia fatto la vicepresidente del Senato pugliese – e sottolineo pugliese – della Lega è bene che si dimetta».
Ma il tema principale resta quello della futura leadership del Carroccio. E su questo ci sarà una guerra seria al suo interno. Il “triumvirato” Maroni, Calderoli e Dal Lago potrebbe decidere di anticipare il congresso del partito già fissato per il prossimo autunno. Le assisi del Carroccio, in questa eventualità, si svolgerebbero prima dell'estate, subito dopo le elezioni amministrative del 6 maggio. È in quella occasione che si eleggerà il nuovo segretario, ruolo a cui aspira Maroni ma che potrebbe vedere in lizza anche Luca Zaia, governatore del Veneto, nonostante le smentite dei giorni scorsi e che ora sembrano diradarsi. In molti all’ex ministro dell’Interno contestano il suo silenzio sull’andazzo della Lega degli ultimi anni. «Dov’era durante la grande abbuffata? Perché non parlava?», commentano dalla base e all’interno del partito.


