«Nulla sarà come prima». Parole di qualche leader politico che hanno accompagnato la nascita del governo Monti. Lo aveva spiegato Gianfranco Fini, lo abbiamo sentito dire anche da Pier Ferdinando Casini. La crisi del debito, la guerra dei mercati e un paese da rimettere in sesto: presupposti di un necessario restyling delle relazioni industriali, dell’economia, come anche della politica nazionale e dei partiti. In un’estate per forza di cose elettrica sul piano politico piombano le prime indiscrezioni sul paese che verrà. Tutto è ancora in movimento, ma c’è chi parla di un cammino ormai segnato per una parte delle forze politiche.
I movimenti che attraversano l’arco costituzionale stanno giungendo a finalizzazione. È quanto spiega Carmelo Lopapa su Repubblica, parlando di una road map che conduce dritta dritta a un nuovo grande soggetto politico. Viene definita «cosa bianca», in ricordo di un centro espressione di una precedente fase politica, ma è qualcosa di più. È quel «baricentro» di cui ha parlato Casini in questi giorni? Cioè il cuore dell’esperienza montiana che Europa, mercati e comunità internazionale auspicano anche per il 2013.
Un nuovo soggetto politico, insomma, in grado di coinvolgere quei settori che si sono dimostrati più leali e collaborativi verso l’esecutivo del Professore, aprendo, spiega il quotidiano diretto da Ezio Mauro, «a forze esterne, finora rimaste in tribuna ma mature per il grande salto». E fa nomi e cognomi: «Ex leader confindustriali come la Marcegaglia, Luca Cordero di Montezemolo, i vertici di associazioni e sindacati di area cattolica, dal segretario Cisl Bonanni al presidente delle Acli, Andrea Oliviero». Vengono allora alla mente le parole di Fini all’assemblea nazionale di Fli, a fine giugno, quando ha parlato di apertura al mondo dell’associazionismo e a tutte quelle menti della società civile e produttiva intenzionate a contribuire alla rinascita del paese. E, si legge, lo stesso Fini, farebbe parte della cabina di regia con Casini e Beppe Pisanu. Insieme, dunque, per tracciare questa road map che coinvolgerebbe, in seguito, pezzi dell’esecutivo come i ministri Passera e Riccardi.
Come e quando: il primo appuntamento è quello di settembre. Dal 7 al 9 Pier Ferdinando Casini, a Chianciano, ufficializzerà lo scioglimento dell’Udc lanciando con il presidente della Camera il nuovo soggetto politico. Con la conseguenza che anche Futuro e libertà sarà cosa superata. Occhi dunque puntati sull’adunanza chiamata da Fini per il 30 settembre. Quel giorno si riuniranno i Mille per l’Italia che, probabilmente, saranno i traghettatori della creatura finiana verso il nuovo contenitore che, azzarda Lopapa, nascerà a novembre. E che, specifica Benedetto Della Vedova, non sarà una federazione, ma un’entità unitaria. Vestiranno i panni di soci anche Italia Futura di Montezemolo e una eventuale lista Monti di cui si parla ultimamente.


