La parola d'ordine ormai è crescita. E lo stesso Mario Monti oggi l'ha pronunciata a più riprese, così come l'hanno scritta i partiti che sostengono il governo nella risoluzione congiunta sul Documento di economia e finanza (Def). Per tutti è un'urgenza, ma sulle ricette si sta ancora lavorando.
L'Italia è «profondamente impegnata» nel consolidamento dei conti pubblici e nelle riforme strutturali, ha detto il premier nel suo intervento all'European business summit a Bruxelles. «Il nostro governo – ha aggiunto – è stato anche fra i primi a sottolineare l'urgenza di mettere al centro dell'agenda europea il tema della crescita. E il presidente del consiglio ha rivendicato di avere convinto i partner europei a muoversi in questa direzione.
Monti, però, non è voluto scendere nel dettaglio sulle possibili soluzioni. «Non è ancora il momento di ricette specifiche», ha spiegato parlando di una possibile revisione del patto di stabilità, «stiamo lavorando in stretto contatto con la Germania a varie ipotesi». Di sicuro il premier ha bocciato ogni ipotesi di misure keynesiane e chiarito che non c'è all'ordine del giorno una revisione del fiscal compact, anche se la vittoria in Francia di François Hollande, grande critico del trattato, potrebbe mutare lo scenario.
Anche dalla maggioranza è arrivata oggi al governo, in calo di consensi nei sondaggi, una richiesta pressante di orientare l'azione su politiche per la crescita fin da subito, con il Def. «La priorità dell'azione del governo e del parlamento non può essere, da questo momento in avanti, che la crescita dell'economia nazionale», si legge nella risoluzione sul Def che sarà messa ai voti alla camera. Pdl, Pd e Terzo polo hanno chiesto di alleggerire intanto il carico fiscale. È «urgente avviare una sistematica attività di revisione della spesa pubblica (la cosiddetta spending review, ndr)». Le risorse derivanti dai risparmi e dall'evasione fiscale «devono essere prioritariamente destinate, fermo restando l'obiettivo del pareggio di bilancio, alla riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e da impresa», si sottolinea nella risoluzione.


