Ricordate le parole di “sdegno” pronunciate da un combattivo Mario Monti nei confronti di chi (leggi Pdl e Lega) ha governato il paese e oggi incita allo sciopero fiscale? Ebbene, oggi il presidente del Consiglio si leva altri sassolini dalle scarpe. E replica, stavolta, a chi lo accusa direttamente o indirettamente di essere colpevole dell’ondata di suicidi che in questi giorni ha colpito precari, artigiani, piccoli imprenditori. «Le conseguenze umane della crisi - dice Monti durante un convegno della Commissione europea - dovrebbero far riflettere chi ha portato l'economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire».
Insomma, «lo stato negativo e per certi versi drammatico dell'economia italiana è figlio di una insufficiente attenzione prestata in passato alle scelte di lungo periodo per le riforme strutturali».
Quanto all’uscita dalla tempesta finanziaria ed economica il premier spiega: «La riduzione dello spread non è avvenuta con la velocità che avremmo sperato». E poi un accenno al rapporto con Berlino. «Ci è stato chiesto di battere i pugni sul tavolo per chiedere alla Germania più crescita. Osservo che se il 16 novembre o anche in queste settimane avessimo picchiato il pugno sul tavolo anziché cercare di persuadere la Germania, il tavolo avrebbe determinato un sobbalzo e il grafico dello spread sarebbe salito, ma non sarebbe salita la crescita».


