Quel 17,9 per cento conquistato dalla leader del Front national fa indubbiamente gola a Nicolas Sarkozy. È agli elettori dell’estrema destra che il presidente uscente ha cominciato a parlare all’indomani dei risultati del primo turno. Un fare che ha destato qualche preoccupazione dentro e fuori l’Esagono, compresa l’Unione europea che ha criticato i nuovi attacchi a Schengen. L’immigrazione è uno dei temi forti della destra estrema francese ed è anche parlando di frontiere che Sarkozy vorrebbe convincere quei francesi che hanno preferito Marine Le Pen. Ma il leader neo gollista ha già escluso qualsiasi accordo formale con il Fn.
«Nessun accordo con il Front national, nessun ministro di quel partito» ha detto Sarkozy all'emittente radiofonica France Info, seppure aggiungendo che «mi rifiuto di demonizzare gli elettori che hanno votato per la candidata del Fn». In conclusione: «Devo ascoltarli, capirli e non pensare che bisogna turarsi il naso».
Intanto prosegue il dibattito acceso tra lui e il candidato socialista, François Hollande che lancia proposte diametralmente opposte rispetto a quelle provenienti dall’inquilino dell’Eliseo. Come l’idea di una riforma costituzionale che riconosca il diritto di voto agli stranieri extracomunitari nelle elezioni amministrative. Una riforma possibile, specifica, prima del voto locale del 2014.
Un altro tema di contrapposizione è l'imminente 1 maggio. Sarkozy accusa Hollande di volerlo far entrare nella sola orbita della sinistra: «La sensazione è che monsieur Hollande il primo maggio lo abbia privatizzato, ma anche noi abbiamo il diritto di dimostrare, e di avere una concezione differente del lavoro». Compresa la predilezione per i dipendenti del settore privato rispetto a quelli del pubblico, a suo dire «meglio protetti dalle conseguenze della crisi», mentre «chi lavora e paga le tasse ha il diritto di guadagnare di più rispetto a chi non lo fa, e vive di assistenza». Insomma, Sarkò accusa il rivale di parlare al solo popolo della sinistra «ma bisogna sappia che un presidente è tale per tutti i francesi. Non lo ha ancora capito».


