Sat12202014

Back Primo piano Beppe Grillo come Le Pen: «Via dall’euro, ci danneggia»

Beppe Grillo come Le Pen: «Via dall’euro, ci danneggia»

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Ecco un’altra uscita che conferma la linea politica dell’ex comico genovese, sempre più intenzionato a conquistare il suo posto al sole dei Palazzi. Oggi il titolare del Movimento 5 Stelle ha parlato come qualsiasi leader di estrema destra in Europa attaccando l’Europa e la moneta unica. «Non si tratta di essere ostili in principio all'euro, ma di poterselo permettere», ha scritto sul suo blog.

«Quando si mette in discussione l'euro, la reazione indignata e corale è che non possiamo uscire dall'Europa, come se l'Europa si identificasse con l'euro», scrive, anche se in realtà «su 27 Stati aderenti alla Unione, dieci hanno mantenuto la loro divisa, tra questi Gran Bretagna, Svezia, Polonia, Repubblica Ceca, Danimarca che non rischiano alcun default». E poi, secondo Beppe Grillo, l’euro non è affatto la moneta unica europea perché «è limitato a 17 Stati e chi è fuori si guarda bene dall'entrare nella zona euro». Di qui la conclusione propagandistica: «Chi è oggi in crisi in Europa? In assoluta prevalenza i paesi che hanno adottato l'euro con economie cosiddette deboli».

Allora, secondo Grillo, è necessario «un piano B nell'eventualità che si debba tornare alla lira».  L'euro, è insomma la tesi del leader di M5S, non ce lo possiamo permettere: «Per rimanere nell'euro stiamo affamando il paese, strangolando le aziende, trasferendo la ricchezza privata a copertura degli interessi sul debito pubblico che è (purtroppo) in euro. Se fosse in lire potremmo risolvere il problema del debito con la svalutazione della nostra moneta. Da quando Rigor Montis ha deciso di applicare la sua manovra di lacrime e tasse per salvare l'Italia siamo sprofondati, hanno chiuso circa 140mila aziende nel primo trimestre, la disoccupazione è alle stelle e gli imprenditori suicidi non si contano più, il valore degli stipendi è ritornato al 1983».

E la conclusione è questa, parecchio “alla Storace”: «Se per rimanere nell'euro e pagare gli interessi sul debito alle banche, in prevalenza tedesche e francesi, dobbiamo uccidere l'economia del nostro paese forse è il caso di fermarsi a riflettere. In particolare se il debito pubblico e lo spread aumentano comunque mentre veniamo strangolati. L'euro non può essere un tabu».



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