Dopo vent’anni di regime, si apre uno spiraglio di democrazia anche per la Birmania. E nelle elezioni suppletive di oggi, la leader della Lega nazionale per la democrazia Aung San Suu Kyi, tornata libera nel novembre 2010 dopo 15 anni trascorsi tra carcere e arresti domiciliari, sarebbe stata eletta in uno dei 45 seggi in cui si votava (a Kawhmu) ricevendo 270 voti contro i 37 del candidato dell'Usdp, il partito del regime.
L'annuncio, a quanto si apprende dai media Usa, è comparso su un pannello digitale che campeggia davanti al quartier generale del partito. Manca ancora una conferma ufficiale, ma intanto - nonostante la paura di brogli, intimidazioni e pressioni fino all’ultimo da parte del regime - migliaia di sostenitori del premio nobel per la Pace si sono radunati in piazza.
Ora il presidente Thein Sein - a capo di un governo formalmente civile, e già autore di numerose aperture nei confronti delle opposizioni - potrebbe offrire ai democratici incarichi di governo. Sullo sfondo resta sempre però il ricordo del 1990, quando le elezioni vinte da Suu Kyi furono annullate e fu imposta la legge marziale.
